Dalla Santa Sede

Abbonamento a feed Dalla Santa Sede
vatican.va
Aggiornato: 15 min 41 sec fa

Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano (31 luglio 2026)

Ven, 31/07/2026 - 12:00

______________________

La necessità di tener conto di nuove esigenze di governo e di alcune importanti modifiche normative intervenute nel corso degli ultimi anni sollecita l’emanazione di una nuova Legge fondamentale.

Questa Legge – che per sua natura serve a dare costitutiva fisionomia allo Stato della Città del Vaticano, posto dal Trattato Lateranense come strumento per assicurare alla Santa Sede l’assoluta e visibile indipendenza e per garantirle la sovranità anche nel campo internazionale – conferma e integra le suddette modifiche.

Posta a fondamento e riferimento di ogni altra normativa e regolazione nello Stato, la Legge fondamentale riafferma la singolare peculiarità e l’autonomia dell’ordinamento giuridico vaticano e il compito del Governatorato, che concorre alla missione propria dello Stato ed è al servizio del Successore di Pietro, a cui direttamente risponde. 

Come già in passato, agli Organi di governo e a quanti, con diverse funzioni di responsabilità e animati da vero spirito ecclesiale, svolgono stabilmente il loro servizio per lo Stato, è conferito l'esercizio di ogni potere conseguente sul territorio definito dal Trattato lateranense e negli immobili e nelle aree dove operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede e sono vigenti, in forza del diritto internazionale, garanzie e immunità personali e funzionali.

Di conseguenza, con la pienezza della sovrana autorità e certa scienza, stabilisco e ordino quanto appresso, da osservarsi come Legge fondamentale dello Stato:

 

Titolo I

Disposizioni Generali

Articolo 1

Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza della potestà di governo, che comprende il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.

Articolo 2

1. Lo Stato della Città del Vaticano assicura l’assoluta e visibile indipendenza della Santa Sede per l’adempimento della Sua alta missione nel mondo e ne garantisce l’indiscutibile sovranità anche nel campo internazionale.

2. Lo Stato e il suo ordinamento sono distinti dalla Curia Romana e dalle altre Istituzioni della Santa Sede.

3. Le funzioni proprie dell’ordinamento statale sono esercitate dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano in conformità alle leggi e alle altre disposizioni normative.

Articolo 3

1. Durante il periodo di Sede Vacante il Collegio dei Cardinali assicura la continuità delle funzioni dello Stato e ne esercita i poteri.

2. Il Collegio, tuttavia, può emanare disposizioni legislative solo in caso di necessità e urgenza e con efficacia limitata alla durata della vacanza, salvo che esse siano successivamente confermate dal Sommo Pontefice.

Articolo 4

1. Lo Stato esercita la sovranità e ogni potere conseguente sul territorio come stabilito dal Trattato lateranense dell’11 febbraio 1929.

2. I suoi organi esercitano parimenti i poteri a essi attribuiti, oltre che sul territorio dello Stato, anche negli immobili e nelle aree dove operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede in cui vigono le garanzie e le immunità previste dal diritto internazionale.

Articolo 5

Fanno parte della comunità dello Stato i cittadini, i residenti e quanti, ad altro titolo e con diverse funzioni e responsabilità, svolgono stabilmente il loro servizio, con spirito ecclesiale, per lo Stato o per la Santa Sede.

Articolo 6

1. La rappresentanza dello Stato della Città del Vaticano nei rapporti con gli Stati e con altri soggetti di diritto internazionale, nelle relazioni diplomatiche e per la conclusione dei trattati, è riservata al Sommo Pontefice, che la esercita mediante la Segreteria di Stato. 

2. Negli altri casi la rappresentanza è esercitata dal Presidente del Governatorato.

3. Il Governatorato partecipa alle Istituzioni internazionali delle quali la Santa Sede è membro in nome e per conto dello Stato.

4. Il Governatorato, attesa la condizione di enclave dello Stato, mantiene rapporti e sottoscrive, con organismi ed enti esteri, atti necessari per assicurare gli approvvigionamenti, i collegamenti, le dotazioni e i servizi pubblici, avendo a riferimento l’art. 6 del Trattato lateranense.

 

Titolo II

Funzione Legislativa

Articolo 7

La funzione legislativa, salvi i casi che il Sommo Pontefice intenda riservare a Sé stesso o delegare eccezionalmente ad altro organo, è esercitata dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

Articolo 8

1. La Pontificia Commissione è composta da Cardinali e da altri Membri, tra cui il Presidente, nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio.

2. In caso di assenza o impedimento del Presidente, la Pontificia Commissione è presieduta dal primo dei Cardinali Membri con maggiore anzianità di nomina e poi di età.

Articolo 9

1. La Pontificia Commissione esercita i poteri che le sono attribuiti in conformità alle leggi e alle altre disposizioni normative.

2. Le adunanze della Pontificia Commissione sono convocate e presiedute dal Presidente. Partecipa, con funzioni consultive, il Segretario Generale e, ove nominato, il Vice Segretario Generale del Governatorato; il Presidente della Pontificia Commissione può invitare a partecipare il Consigliere Generale, con funzioni consultive. Possono essere consultati componenti di organismi dello Stato, di istituzioni della Curia Romana o altri esperti.

3. La Pontificia Commissione può disciplinare, con apposito regolamento, il proprio funzionamento.

Articolo 10

1. La Pontificia Commissione approva le leggi e le altre disposizioni normative. Per l’elaborazione dei relativi progetti, si avvale della collaborazione dei Consiglieri dello Stato, dell’Ufficio Giuridico del Governatorato o di altri esperti.

2. Prima della promulgazione, le leggi approvate dalla Pontificia Commissione sono sottoposte alla diretta considerazione del Sommo Pontefice.

3. L’interpretazione autentica delle leggi dello Stato è riservata alla Pontificia Commissione.

4. La Pontificia Commissione emana regolamenti generali nelle materie che non sono riservate alla legge o per la disciplina di materie per quali la legge rinvia a regolamenti fissandone i principi.

Articolo 11

1. Il Presidente della Pontificia Commissione può emanare ordinanze, decreti e altre disposizioni, in attuazione di norme legislative o regolamentari.

2. In casi di urgente necessità, il Presidente può emanare decreti aventi forza di legge, i quali, tuttavia, perdono efficacia se non sono convertiti in legge dalla Pontificia Commissione entro novanta giorni dalla pubblicazione.

Articolo 12

1. Il Consigliere Generale e i Consiglieri dello Stato sono nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio e costituiscono un Collegio. Possono svolgere, anche individualmente, funzioni consultive nell’elaborazione delle leggi e degli altri atti normativi e funzioni esecutive.

2. Il Consigliere Generale organizza l’attività e presiede le riunioni del Collegio dei Consiglieri dello Stato.

3. Al Collegio può essere sottoposta, dal Presidente del Governatorato, la richiesta di parere per un dubbio di diritto che non richiede un’interpretazione autentica. Tali pareri possono assumere la forma di dichiarazioni o note esplicative.

Articolo 13

1. La Pontificia Commissione, in conformità alle regole di contabilità, delibera annualmente, con atti aventi forza di legge, il bilancio preventivo e il consuntivo; inoltre delibera il piano finanziario triennale. Sottopone questi atti direttamente all’approvazione del Sommo Pontefice.

2. Il bilancio assicura l’equilibrio delle entrate e delle uscite e si ispira ai principi di chiarezza, di trasparenza e di correttezza.

3. In caso di necessità, il Presidente può disporre con decreto spostamenti di risorse tra i capitoli di bilancio, mantenendo l’equilibrio dei saldi e tenendo conto della sostenibilità nel tempo.

Articolo 14

Il bilancio è sottoposto al controllo e alla verifica contabile di un Collegio, composto da tre membri, nominati per un triennio dalla Pontificia Commissione, alla quale riferisce.

 

Titolo III

Funzione Esecutiva

Articolo 15

1. Il Presidente della Pontificia Commissione è il Presidente del Governatorato ed esercita la funzione esecutiva in conformità alle leggi e alle altre disposizioni normative.

2. Il Presidente si avvale del Governatorato, i cui organi di governo e organismi concorrono all’esercizio della funzione esecutiva dello Stato, che si esercita negli ambiti previsti dall’art. 4.

3. Le questioni di maggiore importanza sono sottoposte dal Presidente, a seconda del loro rilievo, al Sommo Pontefice o all’esame della Pontificia Commissione.

Articolo 16

1. Il Presidente del Governatorato assicura il governo dello Stato, sovrintende alla funzione esecutiva e attuativa delle leggi e degli altri atti normativi, impartisce le direttive necessarie per l’organizzazione generale dello Stato, definisce gli indirizzi dell’amministrazione e per la gestione del personale e coordina gli organismi del Governatorato.

2. Il Presidente, che è coadiuvato dal Segretario Generale e, ove nominato, dal Vice Segretario Generale, può delegare alcune funzioni esecutive proprie al Segretario Generale e al Vice Segretario Generale.

Articolo 17

1. Il Segretario Generale è nominato dal Sommo Pontefice, su proposta del Presidente del Governatorato, per un quinquennio.

2. Il Segretario Generale coadiuva il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni, attua le direttive e le disposizioni del Presidente e adotta i provvedimenti conseguenti, sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento eccetto per quanto riguarda l’emanazione di disposizioni aventi forza di legge e l’adozione di altri atti normativi, cura la custodia e appone il sigillo ufficiale dello Stato di cui all’art. 20, comma 3.

3. Per l’esercizio delle sue funzioni, il Segretario Generale si avvale della Segreteria Generale e, ove nominato, del Vice Segretario Generale.

Articolo 18

Il Vice Segretario Generale, ove nominato, collabora con il Presidente e il Segretario Generale, svolge le altre funzioni a lui attribuite, sovraintende alla preparazione e alla redazione degli atti e della corrispondenza. Sostituisce il Segretario Generale in caso di sua assenza o impedimento o per delega dello stesso.

Articolo 19

1. È competenza propria ed esclusiva dello Stato assicurare le dotazioni, le infrastrutture, i servizi e le forniture, avendo a riferimento l’art. 6 del Trattato lateranense, per le necessità proprie e della Santa Sede.

2. Il Governatorato provvede alla loro acquisizione, distribuzione ed erogazione alle istituzioni dello Stato e della Santa Sede.

Articolo 20

1. L’organizzazione e le funzioni del Governatorato sono disciplinate dalla Legge sul Governo e da regolamenti adottati dalla Pontificia Commissione o dal suo Presidente.

2. Il Governatorato, con la propria struttura amministrativa, provvede, come compito proprio ed esclusivo che esercita negli ambiti previsti all’art. 4:

a) alla sicurezza, all’ordine pubblico e alla protezione civile;

b) alla tutela della salute, della sanità, dell’igiene pubblica, dell’ambiente e dell’ecologia;

c) alle attività economiche, ai servizi postali, filatelici e doganali;

d) ad ogni infrastruttura di connettività e di rete, all’attività edilizia, agli impianti tecnici, idraulici, elettrici e alla loro vigilanza e manutenzione;

e) alla conservazione, alla valorizzazione e alla fruizione del complesso artistico dei Musei Vaticani, nonché alla sovraintendenza sui beni dell’intero patrimonio artistico, storico, archeologico ed etnografico;

f) ad ogni altra funzione prevista dalla legge o da altre disposizioni normative.

Articolo 21

Il Presidente del Governatorato, oltre ad avvalersi del Corpo della Gendarmeria, ai fini della sicurezza e della polizia può richiedere l’assistenza della Guardia Svizzera Pontificia.

 

Titolo IV

Funzione Giudiziaria

Articolo 22

1. La funzione giudiziaria è esercitata, in nome del Sommo Pontefice, per le funzioni giudicanti dal Tribunale, dalla Corte d'Appello e dalla Corte di Cassazione; per le funzioni inquirenti e requirenti, dall'ufficio del Promotore di giustizia. Il regime giuridico degli organi giudiziari è stabilito dalla Legge sull'ordinamento giudiziario.

2. Il Sommo Pontefice, in qualunque causa civile o penale e in qualsiasi stato della medesima, può deferirne l’istruttoria e la decisione ad una particolare istanza con esclusione di ogni altro gravame.

3. Nell’applicare la legge, il giudice si ispira al principio di equità, opera per il ristabilimento della giustizia e favorisce la conciliazione tra le parti. Nelle cause penali, inoltre, il giudice commina la pena in funzione della riabilitazione del colpevole, del suo reinserimento e del ripristino dell’ordine giuridico violato.

4. In ogni processo è garantita l’imparzialità del giudice, il diritto di difesa e il contraddittorio tra le parti.

Articolo 23

È riservata al Sommo Pontefice la facoltà di concedere l’amnistia, l’indulto, il condono, la grazia e di commutare le pene.

  

Titolo V

Disposizioni finali

Articolo 24

1. La bandiera dello Stato della Città del Vaticano è costituita da due campi divisi verticalmente, uno giallo aderente all’asta e l’altro bianco, e porta in quest'ultimo la tiara con le chiavi, il tutto secondo il modello che forma l’allegato A della presente Legge.

2. Lo stemma è costituito dalla tiara con le chiavi secondo il modello che forma l’allegato B della presente Legge.

3. Il sigillo dello Stato porta nel centro la tiara con le chiavi e intorno le parole "Stato della Città del Vaticano" secondo il modello che forma l’allegato C della presente Legge.

Articolo 25

1. La presente Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano sostituisce integralmente la precedente del 13 maggio 2023.

2. Parimenti sono abrogate tutte le leggi, le disposizioni, i privilegi e le consuetudini, anche degni di speciale e singolare menzione, in contrasto con la presente Legge.

3. La Legge fondamentale entra in vigore immediatamente.

Comando che l'originale della presente Legge, munita del sigillo dello Stato, sia depositata nell’Archivio delle Leggi dello Stato della Città del Vaticano e che il testo corrispondente sia pubblicato dapprima nel quotidiano L’Osservatore Romano, quindi nel Supplemento degli Acta Apostolicae Sedis, mandandosi a chiunque spetti di osservarla e farla osservare.

Dal Vaticano, il 31 luglio 2026, Memoria di S. Ignazio di Loyola, anno II del mio Pontificato.

 

LEONE XIV

Incontro di preghiera e fraternità "Cantico di pace" (29 luglio 2026)

Mer, 29/07/2026 - 21:30

Cari amici,
cari giovani dell’Uganda, della Terra Santa e dell’Italia, 

benvenuti! Sono molto felice che siate qui con noi oggi. È una gioia condividere questi momenti. Ringrazio tutti i membri del coro per il vostro duro lavoro di preparazione e faccio i miei complimenti ai direttori dei cori. 

Abbiamo appena ascoltato il vostro bellissimo canto. La musica ha la straordinaria capacità di unire voci diverse in un’armonia, dove ciascuna contribuisce con qualcosa di unico all’insieme. In questo senso, il coro diventa simbolo di concordia e cooperazione. 

È significativo che le Sacre Scritture e la Liturgia della Chiesa parlino di “cori di angeli e santi” quando descrivono la gioia del cielo, non perché cantino letteralmente tutto il tempo, ma perché uniti nell’amore contemplano Dio insieme e trovano in Lui la pienezza della felicità.

Miei cari giovani amici, cantando avete notato come la musica ci abbia tutti coinvolti in un’esperienza nuova, qualcosa che era più grande di quello che ciascuno di noi avrebbe potuto creare da solo? Questa è l’esperienza della bellezza. Ci apre un nuovo orizzonte e risveglia in noi il desiderio di andarvi incontro. Quando ci dirigiamo verso quell’orizzonte, scopriamo non semplicemente qualcosa, ma Qualcuno. Incontriamo Dio, il nostro Creatore. Proprio come possiamo seguire un ruscello fino alla sua sorgente, così la bellezza della musica ci invita a incontrare colui che è la Bellezza stessa. A questo proposito, continuate a coltivare i doni che Dio vi ha dato e lasciate che vi guidino verso di Lui.

Il Signore è tutto ciò che cerchiamo nella vita, Colui che solo può dare pace ai nostri cuori inquieti. Ricordate che siete stati fatti per cose grandi e che il mondo intero non basta a saziare la vostra sete di senso e felicità. Sappiate anche che il Santo Padre vi ama e prega per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi.

In particolare, prego che la pace possa regnare nelle vostre case e in tutti quei luoghi nel mondo che continuano a soffrire a causa della violenza.

Vorrei infine ringraziare la Fondazione Andrea Bocelli per il lavoro che svolge a favore dei giovani, che affrontano svantaggi educativi e sociali. Attraverso la forza della musica, state contribuendo alla missione della Chiesa di promuovere lo sviluppo integrale di ogni persona, a servizio del bene comune. Che Dio benedica i vostri sforzi.

Cari amici, grazie ancora per essere venuti ad allietare i nostri cuori con la vostra bellissima musica. Affidandovi all'intercessione di Maria, nostra Madre, su ciascuno imparto con piacere la mia affettuosa benedizione.

Grazie.

Angelus, 26 luglio 2026

Dom, 26/07/2026 - 12:00

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Al centro dell’insegnamento di Gesù c’è il mistero del Regno di Dio, che il Vangelo di oggi paragona a una perla e a un tesoro (cfr Mt 13,44-52). Le parabole lasciano intendere la sorpresa di chi trova ciò che non poteva neanche sperare, al punto che vendere o lasciare tutto non appare ormai una rinuncia, ma un guadagno. In effetti, sin dalle prime pagine, gli evangelisti descrivono la chiamata di Gesù a seguirlo come irresistibile: libera, certo, ma urgente e capace di suscitare una risposta pronta e mossa dal desiderio. È questo un primo aspetto importante del modo in cui Dio è vicino e si fa trovare: l’incontro col suo Regno è una svolta che non restringe, ma allarga la vita. Se qualcosa deve ora cambiare, è per un di più di possibilità, non per un di meno.  

Vi è un secondo aspetto, cui Gesù sembra dare molta importanza: a trovare il tesoro nascosto nel campo è probabilmente un contadino; la perla, invece, è riconosciuta di grande valore da un mercante, forse un viaggiatore. Seguono altre due parabole in cui i protagonisti sono dei pescatori e uno scriba esperto di cose antiche e nuove. Ve ne sono altre, poi, in cui il Regno si lascia scorgere in una donna che impasta la farina, in un’altra che riordina la casa, in un re che pianifica la guerra, in un uomo che progetta una torre, in amministratori che gestiscono pagamenti o investimenti, in pastori e agricoltori. Insomma, il Regno di Dio rivela la sua inestimabile bellezza su strade diverse, ma chiama tutti – uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi – a un profondo rinnovamento. Tutti lo possono comprendere e ne sono attratti.

Anche oggi la Chiesa è comunione di persone diverse per origine, per cultura, per competenze, per livello di responsabilità, ma tutte chiamate a riconoscersi “uno” in Gesù Cristo: è Lui il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi è disperso. Dal principio, infatti, Gesù ha chiamato e radunato attorno a sé persone che, altrimenti, non si sarebbero mai frequentate. Proprio così ha mostrato che Dio non fa preferenza di persone e che la sua elezione è predilezione, specialmente per chi è piccolo e scartato.       

Fratelli e sorelle, non ci resta che chiedere un dono, lo stesso invocato dal giovane re Salomone (cfr 1Re 3,5.7-12). È il dono di distinguere la perla di grande valore, di saper riconoscere il tesoro per cui vale la pena di vendere tutto. Mentre l’industria dei consumi ci modifica il palato, suscitando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e talvolta avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ciò che conta davvero, il tesoro della relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi.

L’intercessione di Maria, Sede della Sapienza, orienti a Gesù il nostro desiderio di vita, perché si realizzi in pienezza.

_________________________

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

ieri, in Libano, è stato beatificato Elia Hoayek, Patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e Fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. Ha guidato per più di trent’anni la Chiesa Maronita con grande dedizione e sensibilità pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, è stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato “Padre del Grande Libano”. La preghiera e l’intercessione del nuovo Beato, accompagnino sempre i fedeli Maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per l’intero popolo del Libano, a me tanto caro.

Seguo con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, in Cisgiordania e a Gaza. Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa.

Rinnovo altresì il mio appello circa la situazione in tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricità. Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace, tanto desiderata per tutta la regione.

Continuiamo a pregare per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra. Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili, perché presto si giunga alla riconciliazione e alla pace.

A fronte dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie località della Francia e della Spagna, manifesto la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori.

Oggi si celebra la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che ha come tema le parole del Profeta Isaia: «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is 49,15). Ringraziamo insieme il Signore per il dono che gli anziani sono per la Chiesa e per la società, e impegniamoci a rispettarne e valorizzarne il ruolo prezioso e a garantire loro, sempre, la giusta attenzione e assistenza.

Saluto con affetto tutti voi, qui presenti, residenti e provenienti da varie parti d’Italia e del mondo!

Rivolgo un particolare benvenuto ai pellegrini appartenenti all’Opera della Chiesa e ai Vescovi che li accompagnano; un benvenuto e un saluto ai bambini provenienti dalla “Casa della Misericordia” di Chortkiv, in Ucraina, ospiti presso la Parrocchia di San Michele Arcangelo di Nocera Superiore; agli adolescenti della Parrocchia di Manerbio; ai partecipanti all’Incontro Internazionale dei Giovani organizzato nel bicentenario della morte di Santa Giovanna Antida Thouret; ai giovani pellegrini del movimento di studenti cattolici Önze-Lieve-Vrouw Ster-Der-Zee di Maldegem, in Belgio, come pure agli allievi della Scuola Allievi Carabinieri di Velletri, accompagnati dal Cappellano e dai loro Officiali.

Saluto i membri della Catholic Men Association of Cameroon. Rivolgo un particolare pensiero ai partecipanti alla Sagra delle Pesche di Castel Gandolfo, che sono venuti portando i loro frutti per la Benedizione.

Stasera a Roma, sul Tevere, si terrà la processione della Madonna “fiumarola”: Maria, Madre di Gesù, ottenga ai partecipanti a questa bella tradizione e a tutti noi di vivere ogni giorno secondo gli insegnamenti del Vangelo!

E a tutti voi auguro di cuore una buona domenica!

Videomessaggio del Santo Padre in occasione del Festival "Halleluya 2026" [Fortaleza (Brasile), 22-26 luglio 2026] (26 luglio 2026)

Dom, 26/07/2026 - 09:00

Cari giovani,

È con gioia che partecipo, anche se a distanza, al Festival Halleluya 2026, un’iniziativa che, anno dopo anno, attraverso la musica, la lode e l’adorazione, ha toccato il cuore di tante persone, portando buoni frutti di evangelizzazione: confessioni, conversioni, vocazioni sacerdotali e religiose.

Oggi vorrei ribadire quanto sia bello stare con i giovani. Il vostro entusiasmo è contagioso e risveglia in tutti noi un rinnovato zelo apostolico. Nei miei ultimi viaggi e al Giubileo dei Giovani, ho osservato che ognuno di voi possiede un indispensabile vigore missionario per trasformare questo mondo, che ha così disperatamente bisogno del Vangelo. Non perdete mai questo zelo missionario!

È infatti questo fervore che il Signore si aspetta da tutti i battezzati nell’annuncio della Buona Novella. Ai nostri giorni, sono ancora tante le persone che hanno bisogno di sapere che è Gesù a rispondere ai loro desideri più profondi, rivelando all’umanità la verità su se stessa. Proclamate dunque con coraggio che una vita senza Cristo è una vita senza grazia! Egli è la Via, la Verità e la Vita (cfr. Gv 14, 6); è Lui che dà senso all’esistenza e a tutte le cose. Questa è la fede che ci muove e che vale la pena condividere con chi amiamo e con chi ne ha più bisogno.

È possibile, tuttavia, che con il tempo l’entusiasmo vissuto durante la festa si affievolisca. Per mantenere viva la fiamma della fede e per testimoniare la Risurrezione ai nostri amici e a quanti incontriamo, è necessario rimanere nella presenza di Dio, attraverso la preghiera. Un autentico rapporto con il Signore richiede costanza, perseveranza e la ferma certezza che il Padre Celeste non ci abbandona mai, ma al contrario, viene incontro a noi nel Figlio. Non abbiate dunque paura di Cristo! Egli non toglie nulla, dona tutto (cfr. Benedetto XVI, Santa Messa per l’inizio del Ministero Petrino, 24 aprile 2005). Chi si affida al Salvatore riceve cento volte tanto (cfr. Mc 10, 29-30) e ne esce sempre vincitore. Nello sport vediamo la gioia di chi vince, ma anche la tristezza di chi perde. Con Cristo, vinciamo sempre (cfr. Rom 8, 37)! I santi ne sono la prova.

Lasciamoci ispirare dall’esempio di san Carlo Acutis: egli ci mostra come tenere sempre Cristo al centro, anche nell’uso della tecnologia. Prendendolo come modello, vi consiglio di usare i social network e l’intelligenza artificiale con moderazione e disciplina, perché possono proiettarci in un mondo irreale, in cui l’effimero, le mere apparenze e l’inganno finiscono per prendere il posto dei veri valori e di ciò che conta davvero.

Cari giovani, lasciate che lo Spirito Santo riaccenda in voi un amore più grande, capace di trasformare la vostra giovinezza in una forza evangelizzatrice, rendendo ciascuno di voi pietra viva nella costruzione della “città della pace” che tanto aneliamo, o, come diceva Sant’Agostino, la Città di Dio presente in mezzo alla città degli uomini. Pregando Dio affinché vi fortifichi nelle prove e vi aiuti a vivere fedelmente la chiamata alla santità, impartisco la mia Benedizione Apostolica a tutti i partecipanti e gli organizzatori dell’Halleluya Festival.

Che Dio sia sempre con voi!

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, lunedì 27 luglio 2026, p. 3.

Videomessaggio del Santo Padre ai giovani della Prelatura di Chota e Cutervo in Perù, in occasione della seconda Giornata Diocesana della Gioventù (25 luglio 2026)

Sab, 25/07/2026 - 22:15

Cari giovani della Prelatura
di Chota e Cutervo
,

È per me una gioia immensa rivolgermi a tutti voi, riuniti nella splendida terra di Cutervo per celebrare questa II Giornata diocesana della Gioventù. Com’è bello sapere che, dalle 18 parrocchie della Prelatura, vi siete riuniti per condividere la fede in Gesù Cristo.

Cari giovani, voi siete la gioventù di Cristo e il vostro motto di quest’anno lo dice con assoluta chiarezza: “Chiamati ad amare, inviati a servire”.

Gesù non vi vuole “giovani da divano”, assopiti o adagiati nella comodità del “si è sempre fatto così”. La Chiesa a Chota e Cutervo ha bisogno della vostra santa ribellione, della vostra energia pura, del vostro desiderio di trasformare le realtà di dolore in spazi di speranza. Ascoltate la chiamata a essere missionari nelle vostre scuole, nelle vostre università, nelle vostre strade e nelle vostre campagne. Servite con gioia, specialmente i più dimenticati, perché è lì che si trova il volto sofferente di Gesù.

Vi affido alla Vergine Maria, Nostra Signora dell’Assunzione, Patrona di Cutervo. Che vi custodisca e guidi sempre.

Buona Giornata! Che Dio vi benedica! E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, lunedì 27 luglio 2026, p. 3.

Videomessaggio del Santo Padre alla XII Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze dei Vescovi dell’Asia [Giacarta, 20-26 luglio 2026] (25 luglio 2026)

Sab, 25/07/2026 - 10:30

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

rivolgo un cordiale saluto a tutti voi che partecipate all’Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia a Jakarta. Mentre vi riunite per discutere le importanti questioni che riguardano la vita e il futuro della Chiesa cattolica in Asia, vi assicuro la mia vicinanza spirituale e prego affinché lo Spirito Santo ispiri e guidi il vostro tempo insieme.

Il tema scelto per la vostra Assemblea Plenaria trae spunto dalle parole di Gesù rivolte a Natanaele: “Vedrai cose maggiori di queste!” (Gv  1, 50). Chiamando Filippo e Natanaele a seguirlo e a diventare suoi discepoli, il Signore allude a sé stesso come all’unico mediatore tra Dio e l’umanità (cfr. Gv  1, 51).

Come suoi discepoli oggi, sappiamo che Gesù non è solo la fonte della nostra comunione con Dio, ma anche degli uni con gli altri. Infatti, nella Lettera Enciclica Magnifica humanitas, pubblicata di recente, ho scritto che la solidarietà cristiana trova la sua sorgente nel mistero di Cristo e nasce dalla nostra comunione nei sacramenti, in particolare nell’Eucaristia (cfr. n. 88). Per questo motivo, desidero incoraggiarvi a continuare a promuovere una spiritualità eucaristica nelle vostre Chiese locali, ossia una spiritualità di unità ecclesiale fondata sulla carità che scaturisce dal dono del Signore nell’Eucaristia. Auspico pertanto che i vincoli di comunione all’interno delle Chiese locali e tra di esse si rafforzino e diventino un segno sempre più grande della presenza di Dio nei vostri diversi Paesi, aiutandovi così a essere insieme costruttori di ponti in tutta l’Asia.

Cari amici, affidando tutti voi e i vostri lavori all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, invoco di cuore su di voi i doni di sapienza e fortezza del Signore.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Amen.

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 168, sabato 25 luglio 2026, p. 2.

Videomessaggio del Santo Padre in occasione del II Incontro "Rejoice" - Giornata Nazionale della Gioventù [Lamego (Portogallo), 24-26 luglio 2026] (25 luglio 2026)

Sab, 25/07/2026 - 00:00

Cari giovani,

“Rallegratevi nel Signore, sempre!” (Fil 4, 4), lì, a Lamego, e in ogni luogo: nelle vostre famiglie, nelle scuole, nelle parrocchie, nei movimenti e nei diversi gruppi giovanili di cui fate parte. Rallegratevi nel Signore insieme ai vostri vescovi e ai responsabili che accompagnano voi e molti altri giovani in Portogallo. Rallegratevi con loro, che vi aiutano a crescere nella fede e ad aprire le porte del cuore a Cristo, Via, Verità e Vita.

Ho appreso con piacere che cercate di mantenere accesa la fiamma della Giornata Mondiale della Gioventù 2023. Sono stati giorni splendidi e felici, per la concordia fra tutti; per l’armonia tra lingue e culture diverse; ma, soprattutto, per l’intenso incontro con il Signore Gesù e per l’esperienza delle meraviglie che Cristo Vivente compie quando ci riuniamo nel suo nome. Egli è con noi ed è Lui la ragione della nostra gioia! È Lui la causa della nostra unità. In illo uno unum: “Noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo” (Rm 12, 5).

Quello che ho vissuto a Lisbona ho potuto riviverlo un anno fa in occasione del Giubileo e anche, di recente, durante il viaggio apostolico in Spagna. È sempre speciale stare con i giovani, perché l’entusiasmo della vostra fede è contagioso! L’amore che dimostrate per Cristo è confortante! È meraviglioso, ai nostri giorni, vedere giovani — come voi! — pieni di fede e senza paura di dirlo. È bello constatare che avete una profonda sete di verità, e che la cercate con cuore sincero. È bello vedere che avete fame di giustizia e di carità, e non vi accontentate di valori effimeri. È bello osservare che amate la bellezza, in particolare quella bellezza tanto antica e tanto nuova che è il nostro Dio, il quale ci attende nel profondo del nostro essere.

Con questo saluto, vorrei quindi incoraggiarvi ad andare avanti. Una delle caratteristiche dei giovani è di essere inquieti. Non abbiate paura dell’inquietudine che avete dentro! Approfittate del suo impulso per avvicinarvi ancora di più a Cristo e per testimoniare i valori del Vangelo. Ben ancorati alla Parola di Gesù, leggendo il Vangelo ogni giorno, non smettete mai di sognare una Terra dove ci siano pace e fratellanza, di guardare al mondo con meraviglia, di affrontare il futuro con la luce della speranza. Cari giovani, non lasciate che nulla e nessuno vi rubi la speranza!

Vi incoraggio anche ad approfittare di ciò che vi inquieta per — nei momenti di preghiera e di silenzio, nel dialogo con Dio — chiederGli: Signore, che cosa vuoi che io faccia nella Chiesa e nel mondo? Qual è la mia vocazione? Mi chiami a formare una famiglia nel matrimonio? Oppure mi chiami alla vita sacerdotale? O alla vita religiosa? Sono domande che è importante farsi, senza dimenticare una certezza che dà unità alla nostra vita interiore. Dio ci chiama sempre a essere santi, e i santi sono profondamente umani. Siate, dunque, umani come lo è Cristo e, certamente, cambierete in meglio questo mondo. Che Nostra Signora di Fatima, la Madre del Buon Consiglio, vi aiuti!

Cari amici, invoco ora su di voi, su tutti i giovani del Portogallo, sui vostri pastori e sui vostri responsabili della pastorale giovanile, l’abbondanza delle grazie del Cielo. Vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. [Amen!].

Buon proseguimento di questo felice incontro, nella città di Lamego! E spero di vedervi nel mese di agosto del 2027 a Seoul. Grazie!

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, lunedì 27 luglio 2026, p. 3.

Angelus, 19 luglio 2026

Dom, 19/07/2026 - 12:00

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Dopo la parabola del seminatore, Gesù continua a parlare alle folle attraverso alcune immagini: il grano buono e la zizzania, il granello di senape, il lievito nella farina (cfr Mt 13,24-43).

Si tratta di tre piccole parabole che intendono richiamare l’arrivo del Regno di Dio nella storia, il suo agire nella vita degli uomini, il modo in cui cresce, si espande e trasforma il mondo dal di dentro. Con questi racconti, Gesù ci mette in guardia dalla tentazione di pensare a Dio come a una figura potente, che si impone con la forza, che occupa lo spazio per dominare, che arriva in modo trionfante. Al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme più piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore.

Fratelli e sorelle, con queste parabole Gesù ci dice qualcosa di importante sul modo in cui Dio opera nella nostra vita e nella storia. A volte noi ci attendiamo qualcosa di clamoroso, desideriamo un Dio che intervenga dall’alto strappando subito la zizzania del male. Immaginiamo un Dio forte e potente e, purtroppo, a questa immagine adeguiamo anche il nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa. Invece, il Regno di Dio si diffonde anche in mezzo alla zizzania e ci chiede uno sguardo capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurità del male, senza giudicare tutto e subito; viene come il più piccolo tra i semi e domanda dunque la pazienza di saper accompagnare i processi, riconoscendolo nella piccolezza del quotidiano e nella semplicità della vita ordinaria; cresce in modo invisibile come il lievito nella farina e, così, ci libera dallo scoraggiamento e ci invita ad avere fiducia anche quando ci sembra che Dio sia assente. Perché in realtà Egli ci accompagna sempre e il suo amore è sempre all’opera per noi.

Questo stile di Dio deve diventare anche il modo in cui, sia come singoli sia come Chiesa, abitiamo la realtà che ci circonda. Siamo chiamati ad assumere uno stile evangelico, senza contrapporci frettolosamente con giudizi arroganti, senza imporci con il potere e con la forza, senza perdere la fiducia nell’opera di Dio. Si tratta – diceva l’allora cardinale Ratzinger  – di sottometterci alla logica del seme che non è quella del successo e della grandezza, ma ci chiede di farci piccoli e di servire la vita delle persone (cfr Discorso al Convegno dei catechisti e dei docenti di religione, 10 dicembre 2000). In questo modo, noi stessi diventeremo come un piccolo seme di Vangelo che germoglia e come un lievito di amore che trasforma la pasta del mondo.

Preghiamo Maria Santissima, che ha saputo accogliere il seme della Parola nella piccolezza, perché ci sostenga nel cammino e interceda per noi.

___________________________

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

mentre trascorro qualche giorno di riposo, rinnovo il mio saluto e la gratitudine a tutti voi, abitanti di Castel Gandolfo, e accolgo con gioia i pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo!

Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e, al generoso impegno per la pace, uniamo anche la nostra costante preghiera.

Saluto la Comunità Cenacolo di Madre Elvira, riunita a Saluzzo in occasione della Festa della Vita, il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari radunato per la Scuola Internazionale, gli studenti messicani che partecipano all’APRA Summer School e il gruppo della Catholic Worldview Fellowship.

Estendo il mio saluto ai giovani adulti, membri di Regnum Christi, che stanno partecipando al Corso Internazionale per Formatori. Saluto anche coloro che prendono parte al “Pellegrinaggio del Leone”, accompagnati da monsignor Anthony Percy, vescovo ausiliare di Sydney, in Australia.

Saluto anche le famiglie e i bambini dell’opera delle Suore di Carità dell’Assunzione di Roma, i giovani provenienti dalla parrocchia di San Salvatore in Gerusalemme, il Gruppo Giovanissimi della parrocchia di Sant’Agostino di Bovolenta e i pellegrini dell’Accademia Liturgica di Rzeszów.

A tutto voi auguro una serena domenica!   

Concerto in onore del Santo Padre Leone XIV organizzato dalla Diocesi di Albano (Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, 18 luglio 2026)

Sab, 18/07/2026 - 21:00

Buonasera a tutti, benvenuti!

Troppe parole in questo momento sarebbero veramente “anticlimatiche”, è meglio dire due, tre parole molto brevi, però dal cuore.

Innanzitutto un grande ringraziamento agli artisti che meritano ancora un altro applauso, veramente bravissimi, grazie, grazie! Alla diocesi di Albano che ha offerto questo concerto, questo bel dono! Grazie ai benefattori, a tutti voi qui presenti, perché veramente abbiamo potuto sperimentare in questi minuti di bellezza una cosa grande, che è proprio entrare in tanti sensi in ciò che Dio ha voluto nella Creazione, cioè proprio la bellezza. Viviamo in un mondo, oggi, dove manca la bellezza tante volte: tanti problemi, guerre, conflitti, odio, violenza, mancanza di lavoro e tante altre cose. Avere l’opportunità di radunarci per un’occasione come questa è veramente un dono grande, perché ci fa ricordare che c’è di meglio e che l’uomo e la donna, quando vogliamo, tutti insieme, possiamo donare la bellezza, che dal cuore ci aiuta a elevarci verso Dio.

Sapete che un po’ più di un mese fa ho fatto un viaggio apostolico in Spagna: il motto del viaggio era “Alzad la mirada”. Alziamo gli occhi, lo sguardo, verso il Cielo. La musica, l’arte, la bellezza sono veramente uno strumento che ci aiuta a guardare verso Dio, con un movimento che è veramente una delle parti migliori dell’essere umano. Allora, di nuovo, vi ringrazio davvero per darci questa occasione, in questa notte, di poter sperimentare la bellezza e ritrovarci veramente in ciò che Dio ha voluto donare a tutti noi.

Grazie a tutti, buona serata!

 

Bene, allora possiamo concludere la serata chiedendo a Dio la sua benedizione su ognuno di voi e su tutti i vostri cari, sapendo nel cuore e nello Spirito che il Signore davvero è sempre con noi.

[benedizione]

Lettera del Santo Padre in occasione del 70° anniversario della “Conference of Major Superiors of Men” negli Stati Uniti d’America (16 luglio 2026)

Gio, 16/07/2026 - 08:00

Al Reverendissimo Frank Donio, S.A.C.
Direttore esecutivo
della Conferenza dei Superiori maggiori degli Istituti maschili
negli Stati Uniti d’America

Ho appreso con piacere che la Conferenza dei Superiori maggiori degli Istituti maschili celebra il suo settantesimo anniversario durante l’Assemblea nazionale 2026, che si svolge a Phoenix, in Arizona, e invio cordiali auguri a tutti i partecipanti.

Nel celebrare settant’anni di promozione della collaborazione tra i religiosi negli Stati Uniti d’America, è opportuno rendere grazie a Dio per le grazie ricevute nel corso di questi anni. Nel vostro impegno nell’offrire uno spazio di dialogo e nel sostenere la leadership delle comunità che fanno parte della Conferenza, avete contribuito a rafforzare la testimonianza pubblica dei consacrati che dedicano la propria vita al servizio del Vangelo.

Riflettendo sul tema dell’incontro di quest’anno, “Uno in Cristo: la vita comunitaria oggi”, desidero incoraggiarvi a considerare la vita comunitaria «come luogo di santificazione e fonte di ispirazione, testimonianza e forza nell’apostolato» (Discorso a quattro Istituti religiosi, 18 settembre 2025). Infatti, è proprio attraverso la condivisione di ogni cosa, compresi i beni materiali, le esperienze spirituali, gli ideali apostolici e il servizio caritativo, che la presenza nascosta del Signore risorto si manifesta in mezzo a voi (cfr. San Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Vita consecrata, n. 42). Confido che questi giorni di riflessione, dialogo e preghiera vi consentano di discernere modi per approfondire la comunione fraterna, sia all’interno dei vostri Istituti sia tra di essi, così da poter continuare a offrire una testimonianza unita, gioiosa e autentica di Cristo nelle diverse comunità e nei vari apostolati in cui prestate servizio.

Con questi sentimenti, vi assicuro della mia vicinanza spirituale e affido l’Assemblea Nazionale all’amorevole intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. A tutti i presenti imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica, che estendo volentieri a tutti i membri delle Congregazioni che rappresentate.

Dal Vaticano, 16 luglio 2026.

LEONE PP. XIV

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 165, mercoledì 22 luglio 2026, p. 2.

Angelus, 12 luglio 2026

Dom, 12/07/2026 - 12:00

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buona domenica!

Oggi, nella liturgia, l’Evangelista Matteo ci presenta la Parabola del seminatore (cfr Mt 13,1-23), che descrive la generosità e la fiducia con cui Dio sparge la sua Parola nel nostro cuore e la sua potenza in noi.

Gesù stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, è il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perché, morendo, porti molto frutto (cfr Gv 12,24). È vero, a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita. Per questo il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza (cfr 2Cor 12,9-10).

San Giovanni Crisostomo, riferendosi alla “semente” della Parola di Dio, afferma: «Come può essere ragionevole seminare sulle spine, sul terreno sassoso, sulla strada? Nel caso dei semi e della terra non sarebbe ragionevole, mentre nel caso delle anime e degli insegnamenti ciò è molto lodevole» (Omelie sul Vangelo di Matteo, 44, 3), perché nelle mani di Dio è possibile che «il luogo sassoso si trasformi e diventi terra fertile, che la strada non sia più calpestata e non sia esposta a tutti i passanti, ma sia terreno pingue, che le spine siano eliminate e i semi godano di una situazione di grande sicurezza» (ibid.).

La generosità di Dio nei nostri confronti non è ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilità di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui.

Così, dalla gratuità e dalla fiducia con cui il seme è sparso e dall’umiltà e dalla disponibilità con cui è ricevuto, crescono in noi e si diffondono i frutti dello Spirito Santo, che sono, come insegna San Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Quanto il nostro mondo ha bisogno di questi frutti: di esserne riempito e trasformato!

Impegniamoci, allora, specialmente in questi giorni di ferie, a dare spazio all’ascolto, alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, coltivando, assieme al riposo e al sano divertimento, anche momenti significativi di silenzio e di preghiera. Ritorneremo alle nostre occupazioni abituali rinnovati nel corpo e nello spirito, pronti ad annunciare la Buona Notizia del Vangelo e sempre più capaci di cooperare alla crescita del Regno di Dio.

Ci aiuti in questo Maria, Regina degli Apostoli e Stella dell’evangelizzazione. 

_______________________

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle, 

saluto gli abitanti di questo bel borgo, Castel Gandolfo, nel quale sto trascorrendo alcuni giorni di ristoro, e accolgo con gioia tutti voi, pellegrini da ogni parte del mondo!

Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti. Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante.

Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona.

Oggi ricorre la “Domenica del Mare”. Il mio pensiero va a tutti i marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che, segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli.

Infine, mi unisco nella preghiera ai numerosi fedeli polacchi, riuniti nell’annuale Pellegrinaggio davanti all’icona di Jasna Góra, perché, come “discepoli missionari”, siano testimoni gioiosi del Vangelo. Buona domenica a tutti!

Evento "A pranzo con il Papa", promosso dal “Centro di Alta Formazione Laudato si'”, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo (Borgo Laudato Si', 11 luglio 2026)

Sab, 11/07/2026 - 13:00

Buongiorno a tutti e benvenuti!

Grazie per essere qui.

Sono venuto senza discorso, ma con fame. Con fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti. Una Chiesa dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace.

Sapete molto bene che il Papa ha come titolo - fra i diversi - “Pontefice”: costruttore di ponti. E noi oggi vorremmo fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere, vivere con giustizia. Un luogo dove si possono eliminare le cause della povertà, dove si possono eliminare le cause delle ingiustizie che ancora esistono nel nostro mondo: questa è la Chiesa che vogliamo essere.

E io ringrazio tutti voi e tutti coloro responsabili che hanno organizzato questo bellissimo pranzo, questo evento, perché quando ci troviamo insieme, quando viviamo questo spirito di incontro tutti insieme alla mensa, l’unica mensa dove anche Gesù è presente con noi, stiamo veramente costruendo un mondo diverso, un mondo di speranza, un mondo che è luce. Tante volte questa realtà è proprio rotta dalla violenza, dall’odio, dalla discriminazione: lavoriamo insieme, cerchiamo di vivere sempre questa esperienza di Chiesa, di giustizia, di pace e di amore.

E allora, chiediamo che il Signore ci benedica e benedica questo cibo, questa mensa comune che vogliamo condividere.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Scenda su di noi Signore la Tua benedizione, su ognuno di noi e su questo cibo che adesso condivideremo grazie alla generosità di tanti benefattori. Benedici le nostre famiglie, benedici tutti coloro che si trovano in difficoltà o nel dolore: che possano anche loro trovare la pace, il perdono, la riconciliazione.

E benedici Signore, noi e questi doni che riceviamo dalla Tua Provvidenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buon appetito! Benvenuti tutti!

Videomessaggio del Santo Padre in occasione dell'“Ankawa Youth Meeting” [Erbil, Iraq, 8-11 luglio 2026] (8 luglio 2026)

Mer, 08/07/2026 - 17:15

Cari giovani amici,

è un piacere per me salutare tutti voi che state partecipando all’Ankawa Youth Meeting nell’Arcieparchia di Erbil. Siete venuti da diverse parti dell’Iraq per riunirvi in un clima di fede e di comunione, e prego perché questa sia per tutti voi un’occasione per crescere nell’amicizia con Gesù e tra di voi. La gioventù è un periodo della vita caratterizzato dal desiderio di compiere grandi cose e di fare una differenza nel mondo. A tale riguardo, sono lieto di apprendere che il tema scelto per il vostro incontro di quest’anno sia la missione. La Chiesa ha la missione fondamentale di servire il mondo diffondendo la luce di Cristo (cfr. Gv 8, 12) e portando gli uomini e le donne in comunione con Dio. Voi partecipate a questa missione e conto su di voi perché aiutiate a plasmare la Chiesa — e il mondo — negli anni a venire. Come ho già detto in passato, i giovani non sono solo il futuro della Chiesa, ma anche il suo presente.

Non è sempre facile essere una luce nel mondo (cfr. Mt 5, 13). Di fatto, al presente siete chiamati a irradiare questa luce in una situazione spesso segnata da guerra e instabilità. Il Signore ha riposto grande fiducia in voi affidandovi questa missione, e anch’io confido molto in tutti voi. Dovete essere la luce di Cristo in mezzo a un’oscurità che, talvolta, può apparire soverchiante. Non abbiate paura! E non pensate di essere soli in questo compito. Io sono con voi; la Chiesa è con voi. Riponete la vostra fiducia in Gesù; ascoltateLo nella preghiera e attraverso la guida di altri, e permetteteGli di guidarvi.

La luce è essenziale per la vita in molti modi, e vorrei menzionarne tre che possono aiutare a guidarvi in questa missione. Anzitutto, la luce è necessaria per vedere, il che ci ricorda il dono della fede. La fede in Dio non è un meccanismo per affrontare le difficoltà della vita. Piuttosto, è riconoscere la realtà e vivere nella verità, imparando a vedere il mondo, gli altri e noi stessi come fa Dio. Esige che percorriamo la vita con i cuori e gli occhi fissi sulla nostra vera patria (cfr. Eb 11, 14), sapendo che Dio è con noi anche se non possiamo vederlo. Il modo in cui vivete deve inoltre dare testimonianza della vostra fede, così che gli altri possano vedere in voi la verità e il significato che anche loro desiderano e arrivare così a partecipare della stessa luce.

La seconda caratteristica della luce è di dare calore, che simboleggia l’amore. Per essere luce per il mondo, prima dobbiamo partecipare della luce e della vita di Cristo. Per partecipare alla missione, prima dobbiamo scoprire una relazione viva con Dio. Dobbiamo imparare a conoscerlo. Aprendoci al suo amore trasformativo, riceviamo la grazia necessaria per seguire Gesù e abbracciare la vita che ci chiama a vivere. Per questo è così importante trascorrere ogni giorno del tempo in preghiera e avvicinarsi a Dio attraverso i sacramenti, specialmente la Confessione e l’Eucaristia. Radicate i vostri cuori nel solido fondamento dell’amore di Dio per voi; scoprite il cuore di Cristo e non abbiate paura di costruire la vostra vita su di Lui (cfr. 1 Gv 4, 16). Così facendo, non solo potrete realizzarvi come desiderate, ma riuscirete anche a condividere il calore dell’amore di Dio e il potere riconciliante della sua grazia con le persone intorno a voi.

Infine, la luce è necessaria alla crescita e alla nuova vita ed è un’immagine di speranza. Radicati nella carità, siete chiamati in modo particolare a essere operatori di pace, a unire le persone intorno a voi e a istillare negli altri la speranza di un futuro caratterizzato da pace duratura. Forse non riuscirete a controllare la vostra situazione o le sfide che sarete chiamati ad affrontare, ma potrete sempre scegliere di permettere alla pace di Cristo di regnare nei vostri cuori (cfr. Col 3, 15). La virtù della speranza ci ispira a guardare verso il cielo. Questo non significa dimenticare il mondo, ma avere la fiducia per condividere con esso la pace e la vita che viene da Cristo, la cui luce illumina la Nuova Gerusalemme (cfr. Ap 21, 23).

Cari giovani, non dubitate mai della bontà di Dio, e non abbiate paura del disegno che il Signore ha per ognuna delle vostre vite. Anche il profeta Geremia ha dovuto affrontare momenti difficili, e lui testimonia che i progetti del Signore sono “di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza” (Ger 29, 11). Affidando ognuno di voi alla protezione materna e alla guida di Maria, Madre della Chiesa, prego perché in questi giorni di rinnovamento spirituale possiate scoprire in Lei il vero modello di una vita interamente affidata alla grazia di Dio.

E vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 154, giovedì 9 luglio 2026, p. 2.

Messaggio del Santo Padre, a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione dell'AI for Good Global Summit 2026 [Ginevra, 7-10 luglio 2026] (8 luglio 2026)

Mer, 08/07/2026 - 12:00

Sua Santità Papa Leone XIV porge cordiali saluti a tutti i partecipanti al AI for Good Global Summit 2026, organizzato dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) in collaborazione con altre agenzie delle Nazioni Unite e co-ospitato dal Governo svizzero. Mentre vi riunite per riflettere sull’intelligenza artificiale, che solleva alcune delle più importanti domande del nostro tempo relative al futuro dell’umanità, il Santo Padre desidera assicurarvi della presenza della Santa Sede e della sua apertura al dialogo, specialmente in questo punto di svolta epocale.

Nella sua recente Lettera Enciclica Magnifica humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, Papa Leone ha espresso il suo desiderio di impegnarsi in un dialogo con tutti gli uomini e le donne del nostro tempo, al fine di «individuare […] nuove strade per il bene comune e la promozione di una vita dignitosa per tutti». Magnifica humanitas è nata dopo avere ascoltato «scienziati e ingegneri che lavorano con sincero entusiasmo su tecnologie capaci di alleviare immense sofferenze; leader politici e funzionari pubblici che hanno cercato con tenacia norme eque; genitori e insegnanti profondamente preoccupati del futuro delle generazioni più giovani». Tuttavia, al tempo stesso, è stata indotta anche da racconti molto preoccupanti sui potenziali abusi degli algoritmi e sulla perdita dell’agire umano in ambiti critici.

Augurandovi di svolgere dibattiti costruttivi e arricchenti, il Santo Padre vi assicura volentieri delle sue preghiere nei vostri sforzi «di servire l’umanità». [1]

___________________

[1] Leone XIV,  Discorso alla presentazione della Lettera Enciclica “Magnifica humanitas”, Vaticano, 25 maggio 2026

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 153, mercoledì 8 luglio 2026, p. 4.

Videomessaggio del Santo Padre in occasione della conclusione del "Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale" (Stati Uniti d'America, 5 luglio 2026)

Dom, 05/07/2026 - 17:10

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

sono lieto di salutarvi al termine del Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale. Come sapete, i pellegrinaggi sono profondamente radicati nella tradizione giudeo-cristiana e vengono spesso compiuti per celebrare importanti anniversari, poiché la comunità si unisce in preghiera. In quest’ottica, è stato particolarmente opportuno commemorare il 250° anniversario degli Stati Uniti d’America con un pellegrinaggio incentrato su nostro Signore. Attraversando molte delle tredici colonie originali, avete pregato per l’unità, il rinnovamento e la guarigione per il Paese, con il motto “Un’unica nazione sotto Dio”. Queste intenzioni stanno a cuore anche a me. Perciò esprimo sincera gratitudine alla Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questo evento, come anche a tutti coloro che vi hanno partecipato di persona o in modo virtuale.

Questa nazione, unita “sotto Dio”, è stata intrisa di un senso di fede che riconosce la sovranità di Dio ancor prima della sua istituzione formale. Il vostro pellegrinaggio è iniziato a Saint Augustine, in Florida, dove l’8 settembre 1583, nella solennità della Natività della Beata Vergine Maria, gli esploratori e i coloni spagnoli al loro arrivo celebrarono la Messa di rendimento di grazie, seguita da un banchetto al quale partecipò la locale tribù di Seloy. Questo evento storico, insieme a molti altri, testimonia la forte, sebbene largamente sconosciuta, eredità eucaristica degli Stati Uniti d’America. Tale eredità, lungi dall’essere stata dimenticata, deve continuare a servire come fonte sia di rinnovamento sia di unità.

Con la benedizione di Dio Onnipotente, questa eredità ha continuato a dare frutto guidando nuove generazioni di cattolici americani verso Gesù Cristo. Il Signore ha anche ispirato alcuni uomini e donne a dare testimonianza del Vangelo in un modo radicale. Penso ad esempio ai martiri di New York e della Georgia, santa Kateri Tekakwitha, santa Elizabeth Ann Seton, santa Katharine Drexel, san John Neumann e il venerabile Fulton Sheen, che verrà presto beatificato. Il cammino che avete percorso porta il nome di un’altra santa, Francesca Saverio Cabrini, la fondatrice di una congregazione religiosa, la cui missione era l’attenzione ai bisogni spirituali e materiali dei migranti poveri. L’intensa attività apostolica di questi uomini e donne santi, e di altri come loro, non sarebbe stata possibile senza la forza che attingevano quotidianamente a momenti di preghiera silenziosa dinanzi al tabernacolo.

Fratelli e sorelle, partecipando a questo Pellegrinaggio Eucaristico, voi portate avanti questa grande eredità di fede. Lungo il vostro cammino, la celebrazione della Messa, le processioni eucaristiche e l’adorazione del Santissimo Sacramento non sono mancate, dandovi la forza e il nutrimento necessari per continuare il vostro percorso. Forse avete addirittura sperimentato voi stessi una fame per «il pane vivo, disceso dal cielo» (Gv 6, 51). Di fatto, il vero corpo e sangue di Nostro Signore Gesù Cristo è la vita della Chiesa pellegrina sulla terra. San Giovanni Paolo II lo ha espresso meravigliosamente nella sua Lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia: «L’Eucaristia, presenza salvifica di Gesù nella comunità dei fedeli e suo nutrimento spirituale, è quanto di più prezioso la Chiesa possa avere nel suo cammino nella storia» (n. 9). Mentre il Paese celebra l’anniversario della fondazione della sua patria terrena, è mia speranza che questa esperienza di pellegrini vi aiuti anche a fissare lo sguardo su quella celeste (cfr. Eb 11, 16), e che al tempo stesso serva a ricordare che l’Eucaristia è un dono prezioso, il nostro nutrimento indispensabile. È proprio riconoscendo e accogliendo questo dono che la Chiesa negli Stati Uniti troverà la forza di proseguire il suo servizio caritativo alla società più in generale, specialmente negli ambiti dell’educazione, dell’assistenza sanitaria e dei servizi sociali di base, continuando al contempo la sua missione di evangelizzare.

Mentre questo pellegrinaggio giunge al termine, vi incoraggio a affidare le vostre vite all’amorevole provvidenza di Dio quando ritornerete alle vostre case, come anche a coltivare una forte vita eucaristica tra le vostre famiglie, i vostri amici e le vostre comunità. Fiducioso che il Pellegrinaggio Eucaristico darà abbondanti frutti negli Stati Uniti d’America, affido tutti voi alla materna intercessione dell’Immacolata Vergine Maria.

E che Dio Onnipotente benedica tutti voi, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 151, lunedì 5 luglio 2026, p. 3.

Pagine