Dalla Curia Diocesana
COLLE DI VAL D’ELSA, DA DOMANI AL VIA AL TRIDUO DI PREPARAZIONE ALLA FESTA DEL SACRO CHIODO. IL 13/9 LA SOLENNE CELEBRAZIONE.
Colle di Val d’Elsa si prepara a rinnovare uno degli appuntamenti religiosi più legati alla storia della città: la Festa in onore dell’insigne reliquia del Sacro Chiodo, custodita nella Cattedrale e al centro di una devozione secolare. Secondo la tradizione, la reliquia sarebbe giunta a Colle nel IX secolo; ancora oggi viene portata in processione in occasione della festa annuale.
Il programma 2026 prenderà il via domani, giovedì 10 settembre 2026, alle 18 con il triduo di preparazione presso l’altare del Sacro Chiodo. La prima celebrazione, con Santa Messa e Vespri, sarà accompagnata dall’omelia di don Giovanni Tondo, parroco di San Marziale.
Venerdì 11 settembre 2026, sempre alle 18, sarà la volta di don Anthony Gangchui, della Comunità Salesiana di Sant’Agostino, mentre sabato 12 settembre la celebrazione sarà affidata a monsignor Giuseppe Acampa, arciprete e presidente della Centuria del Sacro Chiodo. La Centuria, realtà tuttora attiva nell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, cura tradizionalmente le celebrazioni dedicate alla reliquia.
Il momento centrale sarà domenica 13 settembre 2026. Alle 17.30 sono in programma i Vespri solenni e la Santa Messa concelebrata dai sacerdoti della città, presieduta dal cardinale Augusto Paolo Lojudice.
Al termine partirà la processione con il Sacro Chiodo fino al Bastione del Baluardo, dove sarà impartita la benedizione alla città, secondo una tradizione che accompagna da anni la festa colligiana.
ANNO SANTO FRANCESCANO: IL 16 E 17/9 LA “VEGLIA DELLE STIMMATE”, APERTE LE ISCRIZIONI PER I GIOVANI 18-35 ANNI
Come Pastorale Giovanile diocesana, abbiamo pensato di muoverci in gruppo per raggiungere il Sacro Monte, nell’anno del Giubileo per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, per vivere insieme questa esperienza profonda di fraternità e preghiera.
Per far arrivare l’invito a tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni della nostra Diocesi, inviamo in allegato la locandina con il programma (e con il qr-code per l’iscrizione che rimanda a questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdoUMyXbbyg74DeO6zQsVq-bZWLA0RWq3OSl9HNljmmpZx6ug/viewform), per poterci organizzare al meglio per gli spostamenti e per segnalare con l’iscrizione la nostra presenza ai frati che ci ospiteranno.
IERI LA VISITA A SIENA DEI CRESIMANDI DI VALIANO E MONTENERO D’ORCIA SULLE ORME DELLA FEDE, SPERANZA E DELLA CARITA’
FIRENZE: IL 5/9 IL CARD. LOJUDICE PRESIEDE LA SANTA MESSA NELLA MEMORIA LITURGICA DI SANTA TERESA DI CALCUTTA
SIENA, IL 13/9 DA AZIONE CATTOLICA L’INCONTRO DI APPROFONDIMENTO SULLA “MAGNIFICA HUMANITAS”
SIENA, IL 19/9 A POGGIO AL VENTO UNA GIORNATA DI PREGHIERA E FRATERNITÀ CON LA FAMIGLIA FRANCESCANA
ECUMENISMO; CHIUSO IL SINODO VALDO-METODISTA, TRA FEDE, PACE E GIUSTIZIA
Si è chiuso con il culto nel tempio di Torre Pellice (TO) l’annuale Sinodo Valdo-Metodista, ma è stato molto di più delle tre Parole con le quali NEV, l’agenzia stampa evangelica, ne ha dato notizia: fede, pace e giustizia.
Accenno soltanto qualche tematica affrontata: disarmo e dialogo; predicazione e diaconia; democrazia da custodire sempre; mai rassegnati; disordine globale; diritti e doveri; tutelare casa, lavoro, anziani, minori, migranti, braccianti; la dignità viene da Dio; speranza testimoniata e trasmessa; no assistenzialismo, no nazionalismo, no antigiudaismo, no antisemitismo.
Come ultimo atto deliberativo è stato nominato come nuovo Moderatore della Tavola il pastore valdese William Jourdan della chiesa di Genova, già membro della Tavola dal 2021. Nato a Pinerolo e cresciuto a Luserna San Giovanni è un valdese “doc”, sposato con Ulrike, pastora metodista. “La chiesa non è qui per se stessa e non dovrebbe mai incurvarsi in se stessa – ha esordito il neomoderatore -. Desideriamo costruire non spezzare, perché questo è un segno prezioso in questo mondo… Siamo un coro di voci, che nella diversità dei registri vocali, ha un canto fermo di riferimento: l’annuncio dell’amore di Dio per questo mondo”.
Al pastore William gli auguri miei personali e della nostra diocesi perché si sviluppino sempre più le relazioni fra le Confessioni in Italia. Nella foto sono in mezzo a loro al termine del Culto ad Assisi alla Sessione SAE luglio 2023.
Renato Rossi diacono
Servizio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso
DALL’8 AL 13 SETTEMBRE LA XXXIV SETTIMANA TRA FAMIGLIE
Si terrà da martedì 8 a domenica 13 settembre la XXXIV Settimana tra Famiglie, promossa dalla Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino presso la Casa di S. Antonio al Bosco, in località Pian del Casone, a Monteriggioni (SI). Quest’anno il tema scelto è “Innamorarsi dell’Eucarestia”.
Tra i tanti appuntamenti che scandiranno le giornate, tra cui diversi incontro di testimonianza e racconto, ci saranno martedì 8 una serata Cineforum, mercoledì 9 la relazione introduttiva sul tema da parte dell’Arcivescovo, card. Augusto Paolo Lojudice, venerdì 11 settembre il ritrovo a S. Lucchese per partecipare al concerto “Redemption Song” con Fra Federico Russo e domenica 13 settembre alle 18 la S. Messa celebrata dal card. Lojudice.
Nella locandina il programma completo.
SAN GIMIGNANO, L’8/9 LA FESTA DI MARIA SS.MA MADRE DELLA DIVINA PROVVIDENZA AL SANTUARIO DI PANCOLE
IL 16 E 17 SETTEMBRE LA VEGLIA DELLE STIMMATE AL SANTUARIO DELLA VERNA
ECUMENISMO; INIZIATO A TORRE PELLICE (TO) IL SINODO VALDO-METODISTA
Sabato pomeriggio è iniziato a Torre Pellice (TO) il Sinodo Valdo-Metodista. 180 delegati e delegate in rappresentanza di circa 25 mila persone presenti in 150 comunità. Le due chiese avevano fatto nel 1975 un patto di integrazione e dal 1979 si trovavano a celebrare un unico Sinodo.
Dall’Aula Sinodale, dove c’è stato l’insediamento della Commissione sinodale e del presidente del Sinodo il pastore Daniele Bouchard già presente a Livorno e sono stati presentati i vari saluti, è partito il corteo verso il Tempio per il culto di apertura, con riflessione biblica del pastore Eugenio Bernardini, già moderatore della Tavola. Al centro Mt 19,16-26 ovvero l’incontro di Gesù con il giovane ricco. “Valdo e Francesco hanno preso alla lettera l’invito di Gesù a lasciare tutto, anche se hanno avuto sviluppi distinti, dando luogo a realtà comunitarie diverse”, ma entrambi hanno capito che solo Dio è buono e che quello che è impossibile agli uomini è possibile a Dio. Se non si capisce chi è Dio e ci si fa un’idea sbagliata ecco che si può giustificare l’odio, il potere, le guerre; ma Dio con i 10 comandamenti ci fa liberi, consapevoli, responsabili e con il Padre Nostro ci offre il modello per vivere.
Il vescovo di Pinerolo Derio Olivero ha portato il saluto del vescovo di Roma “beneaugurante, fraterna vicinanza, ricordo nella preghiera – con l’invito a – testimoniare insieme la libertà degli uomini creati a immagine e somiglianza di Dio.” Come si vede dalla foto di Giorgio Vittorio Girardet della comunità di Zurigo che ringrazio di cuore,
hanno aperto il Corteo Eugenio Bernardini e la pastora luterana Fanny Askani della chiesa Evangelica del Wurttemberg che svolge servizio nella chiesa valdese di Siena alla quale auguro ogni Benedizione.
Giornate intense: le frontiere diaconali, i giovani, i bambini, le donne con il 50° della Federazione Donne Evangeliche Italiane.
Quest’anno sarà eletto un nuovo moderatore della Tavola dal momento che la diacona Alessandra Trotta ha terminato il periodo di sette anni, invochiamo lo Spirito Santo sull’Assemblea.
Renato Rossi diacono
Servizio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso
COLLE DI VAL D’ELSA, DAL 24 AL 31/8 LE FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
ROCCO A PILLI (SOVICILLE), IL 24/8 LA FESTA DI S. BARTOLOMEO APOSTOLO
IL MESSAGGIO DI LEONE XIV PER LA 112 GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO
È dedicato, dunque, ai bambini, ai tanti bambini migranti, a cominciare da quelli di cui ha incrociato gli occhi scuri e penetranti durante i viaggi alle Canarie o a Lampedusa, il messaggio di Papa Leone XIV per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, pubblicato il 14 agosto. Anche uno solo di questi bambini è il tema del documento per la ricorrenza che si celebra il prossimo 27 settembre e che, quest’anno, vuole richiamare l’attenzione collettiva su coloro che “sono i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali”: bambini e adolescenti.
“Volti concreti, storie uniche, che fanno appello alla nostra coscienza”. Minori che hanno visto i primi anni di vita spezzarsi sotto il dolore della perdita di genitori e fratelli, che sono testimoni di “violenze indicibili” o che subiscono il “trauma” della separazione forzata a causa dei rimpatri, ma che sono anche al centro di azioni di sollecitudine e solidarietà. Quelle che il Papa nel messaggio chiede di incrementare rispondendo a queste tragedie con umanità e fede, favorendo percorsi di integrazione e amicizia coi coetanei del territorio, creando spazi in cui vengano valorizzate l’identità culturale e religiosa così da prevenire il rischio radicalizzazione.
QUI IL TESTO COMPLETO: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/migration/documents/20260811-world-migrants-day-2026.html
NOTA DELL’ARCIDIOCESI SUL DRAPPELLONE DI TEODORA AXENTE
Tra percezione e realtà esiste una naturale e salutare distanza, che deve essere necessariamente colmata con una riflessione e una conseguente in-formazione.
Salvaguardando la singolarità del giudizio di fronte ad un primo approccio estetico, per cui è legittimo che un’opera piaccia o meno, si deve tuttavia andare oltre ed entrare nel linguaggio, nella tensione artistica dell’autore perché così impone l’arte, di non fermarsi cioè alla mera percezione. Ciò dev’essere realizzato anche per accostarsi al drappellone del Palio dell’Assunta del 2026, realizzato dall’artista Teodora Axente, che non pochi spunti di riflessione suscita.
Considerando il contesto culturale e formativo in cui l’artista si muove, una delle più celebri scuole artistiche dell’Europa orientale, quella di Cluj in Romania, in cui la contemporaneità trova spesso un confronto coi temi spirituali cristiani e le forme della tradizione, sembra estraneo dall’opera il linguaggio della provocazione, come non di rado in passato si è visto sui drappelloni, anche in maniera ostentata. L’artista del resto viene da una formazione cristiana di tradizione ortodossa, col conseguente limite di entrare negli sviluppi occidentali della spiritualità mariana degli ultimi cinque secoli, a cui invece l’iconografia del palio fa riferimento. Ma i presupposti c’erano tutti: l’episodio della battaglia di Camollia (di cui ricorre il cinquecentesimo anniversario), in cui i Senesi diedero battaglia e sconfissero gli avversari: fiorentini, truppe pontificie di Clemente VII e fuoriusciti senesi del partito dei noveschi. Come ci attesta il dipinto di Giovanni di Lorenzo nella chiesa di San Martino, i Senesi si votarono ancora una volta alla Madonna per proteggere la Città, invocandola come “Immacolata” nei vessilli che issarono sulle mura. E come Giovanni di Lorenzo, anche l’artista contemporanea vede la Vergine aprire il suo manto su Siena vista da Porta Camollia in primo piano; ma la questione sull’iconografia dell’Immacolata, già difficile da “masticare” per i cristiani occidentali del nostro tempo, diventa ancor più problematica per un cristiano di formazione orientale. L’androginia dei volti e le proporzioni volutamente estrapolate dal naturalismo, più che una forma di provocazione, sono espressione del suo linguaggio artistico. I presupposti c’erano, ma forse gli esiti sono stati disattesi, e la polemica s’infiamma grazie anche alla cassa di risonanza eccessiva dei social.
La riflessione più seria, almeno per chi scrive, sarebbe da porre su un altro piano: può un drappellone essere realizzato come piena espressione artistica di un autore? Se si considera la comprensione che come contemporanei abbiamo dell’opera d’arte, come frutto cioè della più totale libertà espressiva dell’artista, la risposta è certamente no. Il drappellone del Palio può esser sì un’opera d’arte, ma intesa alla maniera antica, in cui l’artista doveva necessariamente muoversi nei canoni indicati dalla committenza, e proprio in questa capacità di interpretare la committenza si manifestava il genio dell’artista. Il discorso sul palio si fa però anche più complesso, perché il drappellone, oltre a rispondere alle indicazioni della committenza (che deve essere necessariamente ed esclusivamente il Comune), diventa un’opera viva che va a toccare la sensibilità religiosa e anche quella più profana, entrando nell’intimo del desiderio per chi compete alla corsa, e quasi nell’inconscio per chi ne è escluso. Il drappellone non è un’immagine sacra dinanzi alla quale pregare, ma è esso stesso una preghiera rivolta alla Vergine, come quegli “angelichi fiorecti” di cui Simone Martini parlava nella sua Maestà; non un oggetto di culto, ma certamente più sacro che profano, perché il drappellone “sta in chiesa”, non solo per la benedizione in Provenzano o in Cattedrale, ma quasi per un anno nell’Oratorio della Contrada che lo vince: e sta lì, di fianco all’altare, come una sorta di ex-voto per la gioia ricevuta della vittoria.
Di queste cose l’artista deve essere edotto ben prima di concepire l’opera: deve vivere, toccare e percepire il magnetismo che i luoghi del Palio emanano, deve confrontarsi con chi vive la quotidianità di Siena e dei suoi rioni, e dare voce, pur coi suoi linguaggi, ad una comunità intera, prima ancora che limitarsi alle indicazioni asettiche di un regolamento. E questa sensibilità, almeno nel caso attuale, è stata oggettivamente messa in pratica dal Comune, avendo ospitato a Siena l’artista in diverse circostanze. Forse doveva essere solo un po’ più accompagnata nel viaggio dell’anima che ancora oggi, nonostante le crisi, questa Città propone. Il problema quindi non è certo se “ammettere” o meno il drappellone in uno spazio sacro, al rito collettivo della cosiddetta “benedizione del palio”, che non è una benedizione ad una stoffa dipinta, evidentemente, ma come il rito stesso esprime è la benedizione del Signore che il vescovo invoca sulla Città fatta di persone, di vite, di storie di dolore e di gratitudine. Anziché improvvisarsi improbabili censori ed esperti di iconografia sacra, si accompagnino piuttosto gli artisti, come comunità, a percepire sulla propria pelle quello che significa l’opera che dovranno compiere, che non sarà solo sottoposta al giudizio più avvezzo dei critici d’arte (e forse meno tagliente), ma ad un comune sentire di popolo che giudica sì, forse, per istinto, ma chiunque abbia a cuore di distaccarsi dalla superficialità e dalla banalità, giudica col cuore di chi sa che, nel bene o nel male, vinca o non vinca, quell’opera gli appartiene, perché parla di sé.
A servizio di questo dialogo costruttivo, anche con la committenza e con l’artista, si pone in maniera convinta la Chiesa di Siena, in particolare i Correttori, che vivendo il loro ministero sacerdotale costantemente a contatto con le gioie e le speranze, le sofferenze e i problemi della quotidianità della Contrada, sanno bene quanto il linguaggio della bellezza dei segni muova i cuori, e verso quale direzione li muova. Non siamo a rivendicare privilegi, ma a chiedere il permesso di servire, con umiltà e amore, in ciò che ci è proprio: con la bellezza del Vangelo nel cuore e la bellezza di Siena negli occhi.
TESTO IN PDF: DRAPPELLONE
SIENA CELEBRA L’ASSUNZIONE DI MARIA SANTISSIMA. LE FESTE TITOLARI DELLE CONTRADE NEL MESE DI AGOSTO
CAMMINO DI SANTIAGO, DA OGGI I GIOVANI DELLA DIOCESI IN PELLEGRINAGGIO SUGLI ULTIMI 100 KM
È iniziato ieri il pellegrinaggio del gruppo della Pastorale Giovanile delle Diocesi Sorelle di Montepulciano e Siena.
Dopo il viaggio in aereo fino a Madrid, i giovani pellegrini hanno raggiunto Sarria, in Galizia, dove ieri sera si sono sistemati e preparati per la partenza.
Oggi inizierà ufficialmente il pellegrinaggio a piedi sul Cammino di Santiago, un’esperienza di cammino, fraternità, preghiera e incontro, che accompagnerà il gruppo nei prossimi giorni fino a Santiago de Compostela.
“Ci metteremo in cammino – spiegano dall’equipe del Servizio per la Pastorale Giovanile e Vocazionale diocesano – sugli ultimi 100 km del Camino Francés da Sarria a Santiago de Compostela”.
SOVICILLE IL 10/8 CELEBRA IL SANTO PATRONO, SAN LORENZO
A san Lorenzo martire sono dedicate una serie di iniziative sia a carattere religioso che ricreativo, che si terranno a Sovicille con la celebrazione di sante messe e con momenti conviviali che si svolgeranno dal 26 luglio fino al 10 agosto, quando ci sarà la santa messa solenne nella chiesa di san Lorenzo in onore del Santo Patrono, poi alle 18,30 alla Tinaia di piazza Marconi a Sovicille, assegnazione del Premio San Lorenzo e alle 20,30, cena sotto le stelle.
ANNO GIUBILARE S. FRANCESCO: ARRIVATI AD ASSISI I PELLEGRINI DI SIENA E MONTEPULCIANO. IL VIDEO
E’ terminato questa mattina il pellegrinaggio a piedi Siena – Assisi promosso dall’ufficio diocesano pellegrinaggi e Turismo religioso in occasione dell‘Anno speciale in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi.
In un video Don Flavio Frignani racconta la bellissima esperienza che ha coinvolto i pellegrini delle due diocesi sorelle, Siena e Montepulciano.
https://www.arcidiocesi.siena.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Video-2026-08-07-at-10.38.53.mp4
ANNO GIUBILARE S. FRANCESCO: PROSEGUE IL PELLEGRINAGGIO A PIEDI SIENA- ASSISI
Siena – Assisi QUINTA TAPPA
Oltre 25 km tra Sanfatucchio e Castiglione della Valle, percorso in circa 6 ore di cammino (tolte le soste tecniche
Con una media di oltre 4 km all’ora… la tappa di oggi è stata una “half marathon del pellegrino” !
Questo ci ha evitato il caldo torrido che anche nel perugino picchia forte.
Un percorso tutto sui strada e in piedi ne risentono.
Ma ormai il più è fatto.
E il mal di gambe e di piedi non sii sente.
Si cammina col buio e si giorno si prega e si riposa.
Qualcuno ci avvisa una preghiera, un altro ci lascia l’offerta per accendere una candela.
E avanti. In cammino verso Assisi, ormai vicina.
Grazie a don Federico Casini per la sua preziosa disponibilità e sue fantastiche docce da campo allestire nel piazzale della chiesa.
La messa nella chiesa di San Giovanni Battista
La cena portataci da Ponte d’Arbia e Ville di Corsano.
Che si può chiedere di più?
Coraggio, pellegrini… Manca poco.
Dio sia lodato. Sempre.
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