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Vino nuovo in otri nuovi

Gio, 22/10/2026 - 21:28

Vino nuovo in otri nuovi” è il sussidio personale che accompagnerà tutti gli adulti di Azione Cattolica a pregare ogni settimana il Vangelo della domenica e delle grandi feste liturgiche.
Il titolo del testo è un richiamo all’icona biblica dell’anno incentrato sul generare.

Anche quest’anno ci siamo lasciati guidare dalle indicazioni della biblista Rosalba Manes e ogni brano del Vangelo sarà diviso in tre momenti diversi:

Verità, che ci sollecita a cogliere il punto focale di ogni vangelo.

Invito che ci esorta alla conversione personale.

Promessa che ci aiutano a capire in che modo la verità annunciata dal Vangelo può diventare testimonianza di vita.

Nel testo di quest’anno, all’inizio di ogni tempo liturgico, si troverà un Q-r code per scaricare una musica di sottofondo da ascoltare durante la lettura e la meditazione del Vangelo e, dopo ogni immagine, un breve commento di Veronica Rossi, storica dell’arte, introdurrà alla comprensione dell’opera d’arte scelta.
Chiuderanno i commenti alcune suggestioni prese dal mondo della cultura: testi letterari, poesie, musica, cinema ed arte.

Vicino al titolo invece saranno indicate anche le letture di ogni domenica e delle feste liturgiche perché la Parola di Dio si legge sempre alla luce della Parola stessa.

Compagni di questo cammino saranno due maestri nella fede:

Vittorio Bachelet, del quale ricordiamo i 100 anni dalla nascita.

Madeleine Delbrel, mistica francese che ha testimoniato il vangelo soprattutto stando accanto alla gente comune e ai poveri, nelle periferie urbane e nella vita semplice di ogni giorno.

Scopri il sussidio e camminiamo insieme nella luce di Cristo, perché il Vangelo insegni a guardare il mondo e l’umanità che lo abita con gli occhi di Dio.

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Dalla polvere alla speranza: alleanze che illuminano il futuro

Lun, 05/10/2026 - 18:04

Celebrare questa giornata significa guardare all’occupazione, al lavoro mettendo al centro la persona umana.

Il lavoro non può essere visto solo come un mezzo di guadagno, o una necessità economica, ma è sempre più un terreno di “frontiera”  cruciale e decisivo, dove si giocano la dignità della persona e la giustizia sociale  all’interno delle nostre comunità .

Quest’anno il Mlac ha scelto di celebrare la Giornata mondiale del lavoro dignitoso sabato 17 ottobre  a Casale Monferrato  luogo simbolo della tragedia causata dall’inquinamento da amianto organizzando un evento nazionale:

“Dalla polvere alla speranza: alleanze che illuminano il futuro”

che prevede una mattinata dedicata agli studenti delle scuole superiori del territorio e un incontro pomeridiano aperto alla cittadinanza.

Programma Programma_31Download Note tecniche Note tecnicheDownload

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Caporalato e traffici della malavita, il MLAC affronta ferite e antidoti presenti nei Paesi del Mediterraneo

Gio, 06/08/2026 - 23:11

Dalle tante ferite del Mediterraneo possono generarsi percorsi di memoria e di giustizia. È la tematica scelta dal Movimento Lavoratori di AC (MLAC) nella giornata di “Orizzonti Mediterranei” dedicata ai singoli settori, all’ACR e ai Movimenti. Accompagnati nella riflessione dall’ex magistrato Marco Dinapoli della DDA di Bari, da Davide Pati di LIBERA e dal già direttore della Caritas diocesana di Bari-Bitonto Bruno Mitrugno, nella plenaria ci si è soffermati dapprima sulla drammatica piaga del caporalato, che tante lacrime, sudore e sangue comporta nei braccianti, a vantaggio dei “caporali” e di quegli imprenditori malviventi che si arricchiscono, approfittandosi di un bisogno di lavoro delle persone. Uno sciacallaggio sulla pelle dei più deboli e invisibili, agevolato e amplificato dall’immigrazione clandestina. Uno sciacallaggio che favorisce l’illegalità del lavoro nero e sottopagato, in condizioni disumane inaccettabili che mettono in pericolo la vita dei lavoratori. “I braccianti – ha spiegato l’ex giudice – mi descrivevano tutto in udienze che finivano a notte fonda. Ai braccianti che chiedevano un po’ d’ombra  per ripararsi dal sole durante la raccolta delle olive, il barone rispose di no perché non voleva sacrificare gli alberi di ulivo per dare sollievo ai lavoratori. Tanto da dire che le piante di ulivo avevano più valore delle persone umane”.

Oltre che di lavoro dignitoso e di sicurezza sul lavoro, s’è parlato anche delle organizzazioni criminali, con i loro tanti traffici (in droga, armi e persone), di beni confiscati alle mafie, della devastazione ambientale e dell’economia che uccide. Affiancando a questa denuncia, come ricordava il vescovo di Bari-Bitonto mons. Giuseppe Satriano, anche l’annuncio di speranza, dato dagli esempi della cooperativa sociale “Pietra di scarto” di Cerignola (nata come gesto concreto del Progetto Policoro su un bene confiscato), della legge Rognoni-Pio La Torre sul riutilizzo sociale dei beni confiscati e dell’accoglienza fraterna che, a Bari e Brindisi, gli abitanti del posto diedero nei primi anni ’90 agli albanesi sbarcati nei porti. E proprio pensando ai migranti che si sono riversati in massa a Ceuta, lo storico direttore della Caritas diocesana barese racconta che l’emozione è sempre la stessa, anche se sono passati tanti anni. Anzi, nonostante gli anni che sono passati e le motivazioni che cambiano, ci sono persone che scappano da persecuzioni, povertà e fame. “In quel tempo il popolo albanese scappava da un regime comunista che l’opprimeva e che non dava speranza. Adesso i giovani del Marocco e di tante altre nazioni africane cercano soluzioni di vita migliori”. L’incontro è stato moderato dalla segretaria della Delegazione regionale dell’AC Puglia Livia Paola Addante.

Nel pomeriggio una simulazione di un laboratorio di progettazione sociale su un ipotetico terreno lasciato in eredità ad una parrocchia ha fatto non solo esercitare i partecipanti con questo strumento, ma ha anche rilanciato il contest “PARROCCHIE ECOLOGICHE 2026”, che vedrà come scadenza per la presentazione dei progetti domenica 8 novembre. Per info e iscrizioni è possibile consultare il sito web contest.azionecattolica.it

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Perché la voce dei lavoratori non può mancare a Bari

Gio, 09/07/2026 - 16:25

Partecipare come aderenti MLAC significa portare nel cuore del Convegno Nazionale le sfide reali della transizione ecologica, dell’intelligenza artificiale e della giustizia sociale.
Come Movimento, siamo chiamati a portare a Bari il nostro sguardo specifico: quello di chi abita le fabbriche, gli uffici, le scuole, i campi e i luoghi della precarietà, per trasformarli in spazi di speranza e dignità.
Le nostre competenze e le nostre storie sono l’anello di congiunzione tra la riflessione ecclesiale e la quotidianità dei lavoratori.

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