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Il presidente della Cei all’apertura del convegno pastorale a Siena

Gio, 19/10/2017 - 20:35

È stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Citta della Pieve e presidente della Cei, ad aprire mercoledì pomeriggio, alle 17,30, il convegno dell’arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, nella chiesa della Santissima Annunziata, in piazza Duomo. Durante il suo intervento ha presentato l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium” e parlato a lungo dell’”annuncio del Vangelo nel mondo di oggi”. Un percorso di riflessione, quello della diocesi senese sul tema “Quale cammino per la nostra Chiesa?” che è iniziato mercoledì con la presentazione dei lavori da parte dell’arcivescovo, mons. Antonio Buoncristiani, al quale è seguita, appunto, la relazione del card. Bassetti, e che continuerà domenica 22 ottobre. Alle 15.30 il centro pastorale di Montarioso ospiterà un momento di preghiera e poi la relazione dell’arcivescovo sul tema: “Prospettive della nostra diocesi e il suo impegno pastorale”. Alle 17, l’argomento sarà “i giovani verso il Sinodo” con la presentazione del programma dell’Ufficio diocesano di pastorale giovanile per il prossimo anno. Concluderà il convegno, alle 18.30, la Messa presieduta da mons. Buoncristiani.

Bassetti, a margine del Convegno Pastorale Diocesano, ha anche risposto ai giornalisti che gli chiedevano come avesse accolto la notizia della liberazione del sacerdote italiano rapito in Nigeria, don Maurizio Pallù.

«Al dolore del rapimento è subentrata la gioia di questa ‘resurrezione’». Così ha commentato il Cardinale, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha risposto ai cronisti, aggiungendo poi: «Ero intervenuto a nome dei Vescovi della Chiesa italiana perché il rapimento era veramente qualche cosa che ci aveva toccato profondamente» specificando come don Pallù fosse in Nigeria «per amore di Cristo e degli uomini, per portare il Vangelo» e il fatto che «viene anche così barbaramente rapito è qualcosa che tocca profondamente». C’è stato spazio anche per parlare di Ius soli e diritto di cittadinanza. «Gli immigrati vanno accolti, vanno integrati, vanno accompagnati e vanno inseriti anche in quello che è il contesto della nostra cultura e della nostra civiltà». Così il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha poi risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa ne pensasse dello ius soli. «Ho sempre detto e lo ripeto che mi piace più parlare di diritto di cittadinanza perché ius soli mi sembra un po’ più parziale come discorso» ha aggiunto il Cardinale Bassetti. «Il fatto della cittadinanza è un qualcosa che non solo ti piomba addosso ma anche te lo conquisti vivendo nell’ethos, nella mentalità e nella cultura di un paese» ha concluso il presidente della Cei.

LA PRIMA VOLTA AL SINODO

Mer, 11/10/2017 - 12:33

 

“LA PRIMA VOLTA AL SINODO”

NEL V CENTENARIO DELLA RIFORMA PROTESTANTE

 

Ho avuto l’opportunità di presenziare al Sinodo Valdese Metodista che si tiene a Torre Pellice, nelle Valli Valdesi, a fine agosto e coinvolge annualmente la Chiesa Evangelica Valdese e l’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, che dal 1975 hanno sancito un “patto di integrazione”.

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese, – si legge nell’opuscolo esplicativo – agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, ricerca la guida dello Spirito Santo. Essa è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.”

 

I 180 membri con voce deliberativa, per metà pastori e per metà laici, ed altri con voce consultiva, per cinque giorni hanno discusso le relazioni preparate dalle Commissioni d’esame che hanno il compito di esaminare l’operato della Tavola Valdese, dell’Opera delle chiese Metodiste, della Facoltà Valdese e della Diaconia.

 

Domenica pomeriggio, dopo il saluto del moderatore, il pastore Eugenio Bernardini – quello che aveva ricevuto papa Francesco nel Tempio Valdese di Torino il 22 giugno 2015 – i membri sinodali hanno raggiunto in corteo il Tempio, dove il pastore Fulvio Ferrario, Decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, ha presieduto il Culto di apertura. La predicazione verteva sul Regno, in riferimento al vangelo di Marco (1,14ss), partendo dalla penitenza che, per il giovane monaco agostiniano Lutero, fu alla base della Riforma, fino ad arrivare ai segni della presenza del Regno che dobbiamo annunciare. “Dio è reale e vicino” ha tuonato il pastore dall’alto del pulpito che sovrastava la Bibbia aperta sul tavolo sottostante.

 

Durante il Culto sono stati “consacrati” cinque nuovi pastori, due donne e tre uomini, fra i quali Stefano Giannatempo, il nuovo pastore di Lucca. Lo Spirito Santo è stato invocato da tutta l’Assemblea in piedi, con le mani alzate, segno visibile del sacerdozio battesimale; poi i candidati alle domande di rito “prometti …?” hanno risposto singolarmente “sì, con l’aiuto di Dio”, il pastore ha quindi imposto le mani sulla testa di ogni candidato, inginocchiato davanti a lui e l’ha abbracciato.

 

Il sabato infatti, c’era stata la prova di idoneità per i cinque candidati, il cosiddetto esame di fede: nell’aula sinodale tutti i pastori presenti potevano formulare domande, alle quali i candidati avrebbero poi risposto, dopo un tempo congruo di preparazione. Eccone alcune, sono problematiche che ogni chiesa di fatto si pone: quale rapporto fra tradizione biblica ed interpretazione del testo; come rapportarsi con le chiese evangelicali o pentecostali; come affrontare l’ondata di ritorno di razzismo; come leggere e parlare degli atti terroristici di Barcellona, è possibile una risposta biblica; quale rapporto fra predicazione e letteratura; come raccontare Dio ai bambini; la Bibbia e la tradizione o meglio le tradizioni visto che ogni chiesa ha la sua; credo in Dio Padre; la chiesa e il potere sia dentro che fuori; come parlare della giustificazione oggi; quale accompagnamento per le coppie omosessuali; il significato teologico del divertimento nella Chiesa; si può parlare di santificazione in Italia, per i metodisti è agevole, ma per noi? L’accompagnamento dei fedeli è solo orizzontale o si stimola l’incontro con l’Altro e quindi in verticale?

Assegnate le domande, è stato proclamato l’”extra omnes” e chiuse le porte: nell’aula rimanevano soltanto i pastori e le pastore che avrebbero esaminato tutta la documentazione (relazione degli studi, dei consigli di chiesa, ecc.) pervenuta relativa ai singoli candidati. E dopo gli interventi dei singoli candidati finalmente è stata riconosciuta l’idoneità al pastorato. “Pastoral day” ho definito quel sabato parlando con alcuni pastori.

 

 

Domenica mattina, un culto solenne si è tenuto sui prati di Chanforan, in val d’Angrogna, in ricordo del Sinodo che proprio lì, nel 1532, aveva sancito l’adesione dei valdesi alla Riforma Protestante. Si abbandonava così il Valdismo medievale, che da tre secoli annunciava la Parola di Dio col ministero itinerante dei cosiddetti Barba – ha detto il pastore Giuseppe Platone nella sua predicazione – rinunciando a tutto quello che prima lo aveva caratterizzato; alla ricerca comunque della buona strada per evangelizzare, come riportava l’iscrizione sul frontespizio del tempio Valdese di Torino. Quella scritta fu poi sostituita con l’attuale, di una portata ben diversa: “Credi nel Signor Gesù Cristo e sarai salvato”.

Canti, letture bibliche, confessione di peccato, tutti uniti dal Padre Nostro e dalla professione di fede: il Credo apostolico. La colletta servirà per pagare la nuova traduzione della Bibbia, come già nel 1532 i valdesi decisero di finanziare la prima traduzione della bibbia in francese da parte di Pierre Olivetano, quella era la lingua parlata nelle valli.

 

I lavori sinodali si sono aperti ogni giorno con il culto, una Parola offerta che dava l’intonazione alla giornata. Eccone i temi. La Spiritualità facendo riferimento all’episodio del Genesi che racconta di Dio che cerca Adamo ed Eva, che si sentono nudi e distanti da Lui, si nascondono e inaridiscono. Come viventi davanti al cospetto di Dio, invece dobbiamo essere nell’atteggiamento di oranti; ecco l’invito a coltivare un progetto spirituale in comunità ovvero di incontro, di ascolto, di meditazione, di annuncio, di testimonianza.

Il tema della Speranza ha fatto riferimento al brano di Isaia, dove si afferma che il deserto fiorirà; siamo chiamati a predicare la speranza in un mondo che sembra il deserto e sicuramente il fiore, ovvero l’Evangelo la buona novella, fiorirà; siamo comunità di fede e crediamo, siamo comunità di amore e viviamo la diaconia, ma come testimoniamo la speranza eterna?

Fra invidie e contese l’uomo si trova a vivere il quotidiano, con riferimento alla lettera ai Galati. Sentimento d’invidia per l’altro che sa di più di noi oppure di provocazione dell’altro che è meno di noi: sono entrambi atteggiamenti vanagloriosi, segnati dal complesso di superiorità o di inferiorità che ci rende schiavi; come poterci liberare? solo Dio può farlo, pensiamo all’esodo, da soli non se ne esce, ecco l’invito a vivere nello spirito, ad agire nello Spirito e questo ci permetterà sempre di apprezzare i suoi doni nei fratelli che incontriamo.

Non poteva mancare il tema del Sola Scrittura, (rif. alla II lettera a Timoteo) perché sotto la Scrittura, la sua signoria, noi viviamo; è la scrittura che corregge, è la scrittura che ammonisce, l’invito è quindi a seguire la Parola e a viverla. Proprio in assemblea, a fine giornata, un pastore ha fatto riflettere tutti su quelli che potrebbero essere i frutti della celebrazione del V centenario della Riforma: Tanti eventi belli e significativi, ma qual è il ruolo della scrittura nella vita delle nostre chiese, ci riformiamo, ci rinnoviamo, stiamo in preghiera, quale stimolo, quale segno per le nostre chiese, quale conversione? Ha ricordato poi il gesto avvenuto fra la Chiesa cattolica e la Chiesa Valdese a Pinerolo che si sono scambiati il pane e il vino che sarebbero stati poi usati nelle rispettive Santa Cena e Messa per diventare presenza reale del Cristo.

 

Tra i vari saluti giunti al Sinodo, sono stati letti quello di Papa Francesco e del pastore Olav Fykse Tveit, Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese e dei rappresentanti di altre Chiese: comunque tutti sono stati espressione della ecumenicità dell’Occidente, sì perché il mondo ortodosso è stato di fatto assente. Il Moderatore Bernardini ha sottolineato positivamente il tempo presente, in cui la Chiesa Cattolica attraversa una fase di grande rinnovamento e le Chiese protestanti intensificano i dialoghi all’interno della Riforma.

 

Una mattina è stata fatta anche la “commemorazione” dei defunti nell’anno pastorale concluso, menzionandone alcuni in particolare; fra questi è stata ricordata anche Marianita Montresor, presidente del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), cattolica.

 

Alla Serata Pubblica, lo storico Alberto Melloni, la teologa cattolica Marinella Perroni, don Cristiano Bettega Direttore dell’Ufficio nazionale ecumenico e dialogo interreligioso (UNEDI) della Cei, il pastore Fulvio Ferrario, introdotti dal politologo Paolo Naso, hanno offerto il loro contributo per volgere lo sguardo a “Il futuro della Riforma”.

 

Numerose anche le iniziative presenti in città: dal concerto sui 500 anni di Riforma in musica, alla mostra su Lutero e la riforma attraverso le edizioni del Cinquecento della biblioteca valdese, alla mostra sui premi Nobel per la Pace.

 

Le singole sedute hanno trattato argomenti che di fatto sono relativi alla presenza della Chiesa nella realtà del quotidiano. Ad esempio, dalla possibilità di benedizione delle unioni in assenza di legami civili preesistenti (dal Documento intitolato famiglie matrimonio coppie genitorialità), all’opportunità di un codice deontologico per i pastori/e, diaconi/e al fine di evitare troppa indipendenza e personalizzazione; dal comunicato per il terremoto ad Ischia, espressione di vicinanza, preghiera e conforto concreto, alla sfida di interculturalità, accoglienza e integrazione del crescente numero di membri provenienti dal sud del mondo, facenti ormai parte delle singole chiese in tutta Italia.

 

Significativa la discussione sulla Diaconia, che svolge servizi strutturati con una rete di professionisti, operatori e volontari: ospedali, case di riposo, case di vacanze, formazione giovani, ecc.; particolare attenzione è stata posta a favore dei migranti anche attraverso i corridoi umanitari portati avanti insieme alla Comunità di Sant’Egidio. L’attività di Diaconia non toglie che anche le singole chiese offrano servizi di primo intervento nei confronti delle povertà del territorio. Visto che “una chiesa è libera se è autosufficiente”, si è parlato anche di esperienze di fundraising nelle comunità locali e nelle opere diaconali; dedicato al tema un quaderno di Diaconia: dal donatore gioioso alle 10 buone cause per la contribuzione, dall’8 per mille al 5 per mille.

 

Si è ricordato anche il 50° della consacrazione della prima pastora in Italia; significativo che oggi pastore e diacone rappresentino il 40% degli iscritti al ruolo! Un Corpo pastorale quasi paritetico fra maschi e femmine.

 

Durante i giorni del Sinodo ho avuto la piacevole opportunità di incontrare non solo i pastori/e che hanno svolto il loro ministero a Siena, compresa l’attuale Milena Martinat, ma anche altri conosciuti in varie iniziative ecumeniche nazionali e regionali.

 

Un Sinodo quindi all’insegna della memoria, non tanto per la celebrazione del passato, quanto per le prospettive che interpellano le chiese.

 

 

Messaggio di papa Francesco al Sinodo Valdese 2017

 

“Cari fratelli e sorelle, in occasione dell’apertura del vostro annuale Sinodo, desidero esprimervi la vicinanza della Chiesa cattolica e mia personale. Vi saluto fraternamente e con tanta cordialità vi assicuro il ricordo nella preghiera. Conservo vivi nella memoria i nostri recenti incontri a Torino e a Roma, così come quelli in Argentina. Sono grato per le belle testimonianze che ho ricevuto e per i tanti volti che non posso dimenticare.

Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel cinquecentesimo anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo: il suo sguardo, che si volge su di noi, è la fonte della nostra pace, perché ci fa sentire figli amati dal Padre e ci fa vedere in modo nuovo gli altri, il mondo e la storia.

Lo sguardo di Gesù illumini anche i nostri rapporti, perché non siano solo formali e corretti, ma fratelli e vivaci. Il Buon Pastore ci vuole in cammino insieme e il suo sguardo già abbraccia tutti noi, discepoli suoi che egli desidera vedere finalmente uniti. Camminare verso la piena unità, con sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male, è tanto importante. Lo è specialmente oggi, in un mondo segnato da violenza e paura, da lacerazioni e indifferenza, dove l’egoismo di affermarsi a discapito degli altri oscura la semplice bellezza di accogliersi, condividere e amare. Ma la testimonianza cristiana non può cedere alla logica del mondo: Insieme aiutiamoci a scegliere e vivere la logica di Cristo!

Con affetto fraterno vi ringrazio e vi chiedo, per favore, di non dimenticare di pregare per me per tutti noi, i vostri fratelli e sorelle.”

Visite gratuite al Museo Diocesano nei mesi di ottobre e novembre

Mer, 11/10/2017 - 10:22

L’ufficio Beni Culturali  della nostra Diocesi nell’intento di favorire la sensibilizzazione della comunità cristiana in ordine al valore e al significato dei beni culturali ecclesiastici ha promosso  nel periodo Ottobre – Novembre p.v. visite guidate gratuite al Museo Diocesano.

Le visite saranno incentrate sulle Confraternite senesi, a partire da quella di San Bernardino che aveva sede proprio nel meraviglioso Oratorio affrescato facente parte del percorso del Museo.

La guida che accoglierà i visitatori è molto preparata e in grado di gestire (e incuriosire) un pubblico di adulti e bambini.

Il calendario delle visite, che si svolgeranno dalle ore 15,30 alle ore 17,00,  e che saranno aperte a tutti gli interessati, sarà il seguente:

  • Domenica  8, 15, 22 ottobre
  • Sabato  11 e Domenica 12 novembre
  • Sabato 18 e Domenica 19 novembre
  • Domenica 19 novembre 
  • Sabato 25 novembre 

Dovendo, per motivi organizzativi, formare  gruppi non superiori a 25 persone è necessaria la prenotazione che dovrà essere fatta, indicando il giorno prescelto:

Coloro che si prenoteranno per l’ iniziativa riceveranno un avviso di conferma e  si dovranno trovare , all’ orario sopra indicato, in piazza San Francesco davanti alla porta dell’Oratorio di San Bernardino

Trattandosi di una proposta culturale molto interessante raccomandando una viva partecipazione ed un’ampia diffusione del presente avviso tra i confratelli e tra le persone che potrebbero essere interessate.

La Fraternita Laica Domenicana si è riunita per rinnovare le cariche

Mer, 11/10/2017 - 10:16

Il 9 ottobre scorso si è riunita, nei locali del chiostro di San Domenico, la Fraternita laica domenicana. E’ stato un incontro di particolare importanza, in quanto sono state rinnovate le cariche. Padre Alfredo Scarciglia, priore di San Domenico di Siena, ha presentato padre Antonio Cocolicchio, il nuovo assistente ecclesiastico e promotore delle Fraternite laiche all’interno della Provincia romana di Santa Caterina dell’Ordine dei Predicatori. Padre Antonio vive a Roma a Santa Maria sopra Minerva è esperto di Santa Caterina, è una persona preparata e a Roma, ricopre anche l’incarico di assistente ecclesiastico del gruppo romano dell’Associazione internazionale dei Caterinati. “Sono molto contento di iniziare il mio nuovo incarico proprio da Siena – ha detto padre Antonio –  la citta di Santa Caterina, che è anche patrona della Fraternita laica, Caterina è il modello del laico domenicano”. Padre Antonio poi ha continuato spiegando la regola del Terz’Ordine, che è approvata dalla Congregazione per la vita consacrata e svolge la sua attività sotto la direzione dell’Ordine domenicano. Il primo scopo che il Terz’Ordine si propone è la formazione dei laici, formazione che deve portare a legarsi all’Ordine domenicano. La differenza con i movimenti, le associazioni e le confraternite sta proprio qui, nel fatto che i membri delle Fraternite laiche si legano all’Ordine a tutti gli effetti, sono persone consacrate, da qui l’importanza di partecipare, quando è possibile, alle preghiere giornaliere della Comunità dei Padri, come i vespri, le lodi, l’adorazione eucaristica che a San Domenico c’è ogni primo giovedì del mese. Chi fa parte della Fraternita laica domenicana è formato in senso domenicano e porterà questa sua formazione nei vari ambiti della vita dove svolge la sua attività. Il terziario è colui che partecipa alla vita religiosa e apostolica dei frati. Il priore provinciale, attualmente padre Aldo Tarquini, nomina il promotore della famiglia domenicana, il quale anima e segue da vicino, il più possibile, l’attività delle varie Fraternite del territorio della Provincia religiosa. Egli ha anche il compito di promuovere incontri di studi, animare e seguire le fraternite, con apertura mentale, nel solco del magistero di Papa Francesco, nel quale si trova corrispondenza con l’insegnamento di Santa Caterina. “Sarà compito dell’Ordine promuovere di più il laicato, ha sottolineato padre Cocolicchio, anche per la carenza di vocazioni sacerdotali, la Chiesa ha bisogno di laici e di laici preparati”. La priora della Fraternita laica di Siena, dottoressa Giovanna Borgogni, ha illustrato l’attività di questa Fraternita sottolineando che questa è una Fraternita in crescita, con 8 novizi, si riunisce due volte al mese, il primo e il terzo lunedì del mese, dove il primo incontro mensile è dedicato alla formazione. Il programma di quest’anno ha come tema: “Beati coloro che ascoltano la Parola”. Mentre il secondo incontro mensile avrà come filo conduttore l’umiltà. Nelle prossime settimane è previsto un ritiro spirituale. La Fraternita laica di Siena ha anche un nuovo assistente ecclesiastico, è padre Alfred White, vice priore e vice parroco a San Domenico, sostituisce padre Reginaldo Sancez che lascia l’incarico dopo molti anni e che è stato ringraziato per il compito svolto fin qui. La riunione si è conclusa con un momento conviviale.

Nuovo orario di apertura del Camposato Monumentale della Misericordia in Siena

Mar, 10/10/2017 - 11:00

Si allega il comunicato dell’Arciconfraternita di Misericordia di Siena. Camposanto Misericordia

A partire da Lunedì 9 ottobre il nuovo orario di apertura del Camposato Monumentale della Misericordia di Siena sarà il seguente:

mattino 8.30 – 12.30
pomeriggio 14.00 – 17-00

La Polizia di Stato festeggi il Patrono San Michele Arcangelo

Mar, 10/10/2017 - 10:42

La Polizia di Stato ha festeggiato il proprio Patrono, San Michele Arcangelo, il giorno 29 settembre.

Alle ore 11.00, nella chiesa di Santa Maria della Visitazione, in via delle Sperandie, don Emanuele Salvatori, cappellano della Polizia, ha officiato la Santa Messa, alla presenza delle autorità civili e militari cittadine e comprensoriali, degli agenti, dei comandanti delle forze dell’ordine, dei loro familiari, dei responsabili e del personale degli uffici della Polizia di Stato di Siena e provincia, della rappresentanza dell’Associazione nazionale Polizia di Stato.

Il sacerdote, nell’omelia, ha ricordato, con gli Arcangeli San Gabriele e San Raffaele, la figura di San Michele, l’Arcangelo della fortezza, il comandante delle schiere celesti, il vincitore degli spiriti ribelli, nemici della Verità e della Giustizia.

A San Michele Dio affidò il comando delle Legioni celesti per cacciare nell’Inferno Satana, il ribelle spirito delle tenebre e, quindi, per sostenere l’eterna lotta del Bene contro il Male.

San Michele è rappresentato nell’iconografia con un’armatura dorata ed una spada sguainata brandita contro il Maligno, un drago sconfitto ai suoi piedi: è un Santo armato, ma la sua arma è destinata solamente alla difesa dei deboli.

Con la spada è spesso raffigurata una bilancia: accanto alla difesa dei deboli c’è la difesa dei giusti.

Per questi motivi l’Arcangelo Michele è stato scelto e proclamato Protettore della Polizia da papa Pio XII nel 1949: un omaggio alla <lotta> del poliziotto, tutore dell’ordine pubblico e dell’incolumità delle persone.

E richiamandosi al Patrono, don Emanuele ha sottolineato i compiti ai quali sono chiamate le forze dell’ordine: il mantenimento della concordia e della pace.

Un lavoro che postula anche un atteggiamento di pace interiore- ha aggiunto- per compiere al meglio il proprio servizio.

La battaglia di San Michele deve ,allora, essere intesa anche come una lotta interiore: curata ogni ferita dell’anima, con l’aiuto di Dio, possiamo ritrovare lo stato di grazia, serenità e pace da condividere con gli altri.

La preghiera del poliziotto, letta al termine della S. Messa è proprio un’ invocazione al celeste Patrono per ottenere questo sereno atteggiamento di <adesione alla Legge del Signore>e di <umana fraternità>nel compiere la propria missione.

La festa della Polizia di Stato 2017 è proseguita, all’interno dei locali, con la presentazione dell’opera pittorica di Cecilia Rigacci: un tributo a Siena dove le forze dell’ordine sono chiamate a tutelare la bellezza artistica e naturale insieme alla serenità ed alla pace dei suoi abitanti.

 

Convegno pastorale diocesano, il cardinale Bassetti a Siena

Sab, 07/10/2017 - 16:59

 

Due giornate di incontri per il Convegno pastorale diocesano che il prossimo 18 e 22 ottobre prevede la riflessione della nostra Arcidiocesi di Siena – Colle Val d’Elsa – Montalcino sul tema: <La nostra Chiesa verso il suo futuro>.

Il programma prevede per il 18 ottobre, alle ore 17,30, presso la chiesa della SS. Annunziata di Siena la presentazione del convegno da parte dell’arcivescovo mons. Antonio Buoncristiani e a seguire la relazione del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale italiana e arcivescovo di Perugia sull’enciclica del Papa <Evangelii gaudium> e su <La Chiesa nelle sfide del mondo di oggi>.

Il 22 ottobre, invece, alle ore 15,30 ci sarà l’incontro presso il centro pastorale di Montarioso secondo il seguente programma: ore 15,30 preghiera, alle 16 la relazione dell’Arcivescovo sul tema: <Prospettive della nostra diocesi e il suo programma pastorale>. Alle ore 17 l’argomento sarà <i giovani verso il sinodo> con la presentazione del programma dell’Ufficio di pastorale giovanile diocesano per il prossimo anno e alle ore 18,30 la santa messa presieduta dall’Arcivescovo a conclusione del convegno.

Festa delle Famiglie

Gio, 05/10/2017 - 16:06

Domenica 15 febbraio nei locali della parrocchia dell’Alberino di Siena si celebrerà l festa delle Famiglie. Il titolo della giornata sarà: Ricomincio da te L’amore che rigenera. Si partirà alle ore 10,30 con la Santa Messa degli anniversari di matrimonio, alle ore 15 l’accoglienza prima del dibattito. Alle 15,30 la relazione sul tema dell’anno a cura di don Fabio Bertelli, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare della diocesi di Grosseto. Alle ore 16,30 Giochi in famiglia e musica con il gruppo musicale <Daltrocanto> di San Rocco a Pilli. Alle ore 18,30 la preghiera conclusiva celebrata dal nostro arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani

Ambrogio Lorenzetti

Ven, 22/09/2017 - 09:44
Ambrogio Lorenzetti Siena, Santa Maria della Scala 22 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018 A Siena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia d’inaugurazione il 20 ottobre, e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia. La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri:  il ciclo di affreschi staccati della chiesa di san Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo. In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale (nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, scrisse Ghiberti); il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche a pochi anni dalla loro conclusione. Così come sarà possibile – almeno in parte – presentare in mostra la serie di dipinti che formava un insieme davvero unico, privo di paralleli in tutta Europa: la serie delle pale d’altare dei Santi patroni allestite nella cattedrale di Siena tra il 1330 e il 1350 circa e commissionate a Simone Martini, a Bartolomeo Bulgarini, a Pietro e ad Ambrogio Lorenzetti. Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca è ancora poco conosciuto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati,  infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le allegorie e gli effetti del buono e del cattivo governo sulla città e il suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi hanno messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche. Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua imponente attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate (saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalla Galleria degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dalla Yale University Art Gallery)  – ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città. Il percorso espositivo della mostra sarà arricchito inoltre  dalla presenza di un’audioguida in 5 lingue distribuita al pubblico e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo. La mostra è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, autori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre gli allestimenti saranno realizzati dallo Studio Guicciardini&Magni.   LINK al comunicato e ad una selezione di immagini http://www.civita.it/Sala-stampa/Ambrogio-Lorenzetti

Il 28 e 29 settembre 2017 la ‘DUE GIORNI DEL CLERO’

Mer, 20/09/2017 - 11:54
28 e 29 settembre 2017 avrà luogo l’annuale incontro della ‘DUE GIORNI DEL CLERO’   nel Seminario ‘Sacro Cuore di Gesù’ presso la Chiesa di San FRANCESCO in Colle di Val d’Elsa   programma:   giovedì 28 settembre   ore 10.00 – Arrivo e Ora Media   ore 10.30 – Relazione ‘Giovani tra fede e discernimento’ don Francesco GALANTE sdb   ore 13.00 – Pranzo   ——-   venerdì 29 settembre   ore 10.00 – Arrivo e Ora Media   ore 10.30 – Relazione ‘Necessità della Conversione Pastorale alla luce della Evangelii Gaudium’ prospettive pastorali nella nostra Diocesi Sua Ecc.za Mons. Antonio BUONCRISTIANI   ore 13.00 – Pranzo   ——-   Seguiranno a breve eventuali e nuove informazione sull’evento

mercoledì 13 settembre 2017 è nato al Cielo don Dario GIANNELLI

Ven, 15/09/2017 - 12:54
mercoledì 13 settembre 2017 è nato al Cielo   don Dario GIANNELLI       Nato a San Quirico d’Orcia il 15 novembre 1926, è stato ordinato sacerdote per la nostra Chiesa il 28 giugno 1953. Ha donato la sua opera pastorale come Parroco nelle comunità di Argiano, Santa Rita, Monticello Amiata, San Quirico d’Orcia, Seggiano e Castel San Gimigniano. Pensionato per motivi di salute, è stato accolto nel suo ultimo tratto di vita nel Convitto Ecclesiastico di Firenze, dove è morto. Il funerale avrà luogo domani venerdì 15 settembre 2017 alle ore 16.00 nella Chiesa Parrocchiale dei SS Quirico e Giulitta in San Quirico d’Orcia   La Celebrazione sarà presieduta da Sua Eccellenza Mons. Antonio Buoncristiani. Per tutti coloro che vorranno concelebrare la Liturgia è richiesto di munirsi di proprio camice e propria stola.   Preghiamo per lui la Madonna, affinché il suo cuore goda da subito del Paradiso.

Il Campo Scuola a Pernina delle Parrocchie di Colle Alta

Ven, 15/09/2017 - 12:45
Il campo scuola si incastona nelle feste liturgiche che si susseguono ininterrottamente nelle parrocchie di Colle Alta. E’ veramente un’esperienza forte che avvia con grande entusiasmo l’anno pastorale. Settanta partecipanti dai 12 ai 19 anni, venti giovani educatori che insieme al parroco Don Giuseppe Acampa vivono per quattro giorni nella meravigliosa Pieve di Pernina nel cuore della montagnola. Tema: i talenti! “È stata una scelta di particolare attualità: si moltiplicano i programmi che hanno come format il talent. Ma la prospettiva della parabola è molto diversa dal successo mondano che instillano i media. Per questi ragazzi è stata la presa di coscienza di una necessaria conversione dalla mentalità del mondo”. La liturgia penitenziale è stata molto sentita: grazie alla presenza di ben sette giovani sacerdoti è stato possibile viverla nei gruppi di studio già divisi per fasce di età così ogni sacerdote ha potuto preparare insieme un buon esame di coscienza e aver il tempo per un colloquio spirituale con i ragazzi. “Dai Talenti alla Vocazione: il passaggio è stato naturale” – ci conferma l’educatrice Martina – “e ovviamente nel discernimento della propria vocazione si è aperto lo spazio della comunità”. Grande cura per le attività ludiche grazie al coordinamento di Domenico e sempre apprezzatissima da tutti la cucina di Anna.

A Pernina vi si arriva al termine di un’estate e da Pernina si riparte con la nostalgia dei bei giorni trascorsi ma anche con la gioia e la carica di entusiasmo per affrontare un nuovo anno pastorale.

 

La celebrazione d’inizio del triduo del Sacro Chiodo

Ven, 15/09/2017 - 12:43
Oltre duecento alla celebrazione d’inizio del triduo del Sacro Chiodo, giovedi 7 settembre alla riapertura della Concattedrale di Colle di Val d’Elsa. A presiedere la Santa Messa l’Arciprete Monsignor Giuseppe Acampa, predicatore don Kannan Louis parroco salesiano. Insieme alle autorità cittadine erano presenti fedeli di tutte le parrocchie di Colle, segno che la Chiesa Madre è tornata ad essere il centro aggregante della Fede nella città. “E’ stata la scommessa pastorale degli ultimi dieci anni: il duomo è tornato ad essere il centro celebrativo delle solennità dapprima per le parrocchie di borgo e castello, quindi delle Grazie, Campiglia e Quartaia. Dopo gli anni bui susseguenti alla soppressione della seppur recente diocesi di Colle di Val d’Elsa la cattedrale è oggi anche il luogo della celebrazione dei battesimi di tutte le parrocchie di Colle Alta con il suo fonte battesimale” conferma Monsignor Acampa. Dopo la celebrazione del Vespro e della Santa Messa è stato il momento dell’illustrazione dei lavori di restauro che da circa un anno si sono svolti all’esterno (coperture) e all’interno della chiesa. “La trascuratezza nelle manutenzione degli ultimi trent’anni derivava proprio dalla mancanza di vita liturgica e pastorale in questa chiesa. Da dieci anni a questa parte c’è stata un’inversione di tendenza che trova il suo apice in questi lavori resisi necessari a causa del degrado delle coperture” ha affermato don Giuseppe. “Molti ammaloramenti degli intonaci erano dovuti alle infiltrazioni. Poco prima del restauro abbiamo subito anche il crollo di parte del cannicciato della volta sul presbiterio” descrive l’Architetto Damiano Cerami. Don Andrea Bechi è intervenuto in rappresentanza dell’Arcivescovo quale Delegato per i Beni Culturali. “E’ il segno della fede della città ed è molto significativa la grande e diffusa partecipazione a questa liturgia di riapertura. Dobbiamo ringraziarci vicendevolmente per aver messo la nostra firma assegnando l’ottopermille alla Chiesa Cattolica altrimenti questo intervento non sarebbe stato possibile”.

I campi scuola di Ac sulle tre virtù teologali

Mar, 12/09/2017 - 15:42

Questa estate un bel gruppo di giovanissimi (una trentina di ragazzi dai 15 ai 18 anni) e un gruppetto di giovani (una ventina nella fascia 18-30 anni) provenienti da varie zone della nostra diocesi, hanno accettato l’invito a partecipare a un campo scuola di Azione Cattolica. Grazie alla loro adesione, alla disponibilità dei sacerdoti prima e durante il campo, agli educatori, ai membri del Settore Giovani e a tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione dei campi, credo di poter dire che sono stati entrambi un dono per tutti quanti! I due campi scuola si sono svolti uno una metà Giugnoe l’altro tra Luglio e Agosto, avevano lo stesso tema e lo stesso titolo: <Fede, Speranza, Carità… LaVia per la Felicità>; come si può immaginare, parlare in una settimana di un tema così ampio e profondo come le tre Virtù Teologali, è un’impresa impegnativa a qualsiasi età, ma in fase di preparazione delle tracce, abbiamo cercato di impostare i campi a misura dei partecipanti e di puntare sempre in alto, verso il luogo dove i loro cuori sono chiamati. Non sono mancati tutti gli altri aspetti che rendono un campo un’esperienza di crescita: i gruppi di studio, la corresponsabilità, fare unità con tutti, i giochi e il divertimento, la vita condivisa, il mettersi al servizio del prossimo, il contatto con la natura, i sacramenti, la preghiera e il silenzio. Indispensabile è stata la presenza dei sacerdoti Don Flavio Frignani al Campo Giovanissimi e Don Angelo Colace, Don Domenico Zafarana e Don EdvaldoAntonio de Melo al Campo Giovani: cogliamo l’occasione per ringraziarli nuovamente di essere stati con noi ed averci accompagnato in questo tratto prezioso del nostro cammino di crescita umana e spirituale. I giovani hanno vissuto momenti si apertura alla comunità del Vivo d’Orcia partecipando alla processione cittadina in occasione della festa di Sant’Anna, vivendo una serata di incontro, condivisione di esperienze e ricordi con gli stessi abitanti, ospitando la testimonianza di una famiglia di Seggiano della Papa Giovanni XXIII: sono state occasioni per fare famiglia, per sperimentare accoglienza reciproca e soprattutto per ricevere gioia. Quando alla fine del campo, chi c’è stato torna pieno di gioia, come è successo, mi viene da dire che è stato una grazia e questo ci spinge come Settore giovani a rimetterci in moto più carichi per l’inizio di un nuovo anno. Con le nuove generazioni ci aspettano nuove sfide, ma lo stesso desiderio di Felicità che ci interroga da dentro, lo stesso bisogno di sapersi amati e di vivere l’amicizia.

 

Presentato il Quaderno della Madonna del Romitorio, curato dalle Parrocchie di S. Rocco a Pilli

Mar, 12/09/2017 - 15:38

Sabato 9 settembre è stato presentato, nella chiesa di San Bartolomeo ad Orgia, il <Quaderno> della Madonna del Romitorio, curato dalle Parrocchie di S. Rocco a Pilli, Orgia e Brenna.

Una lodevole iniziativa per ricordare e tramandare ai posteri i festeggiamenti in onore della Madonna, nella ricorrenza in cui la sacra immagine è stata portata in Cattedrale per l’ottavario in Albis 2017, dopo duecentotrentotto anni dalla sua prima intronizzazione.

Il Quaderno si apre con un’accurata riflessione del parroco, Monsignor Giovanni Soldani, sul significato dei festeggiamenti, seguono la cronaca fotografica dei diversi momenti delle cerimonie liturgiche, la relazione del professor Francesco Rossi per presentare l’icona ed altre narrazioni per ricordare la devozione a Maria e la religiosità del popolo del territorio a cura di Luigi Cianferotti e Giorgio Gabbricci.

Una minuziosa narrazione di Maria Paola Caneschi Cianferotti, sulla base di documenti reperiti nell’Archivio arcivescovile di Siena, tratta della disputa all’inizio dell’Ottocento del popolo di Orgia e del suo Pievano con le autorità civiche del Regno d’ Etruria per la conservazione del Romitorio al culto della Madonna, dopo la morte dell’ultimo Romito, Giuseppe Semplici, nell’anno 1806.

E’ un lavoro interessante realizzato grazie a Monsignor Soldani ed al Comitato dei festeggiamenti, che si sono adoperati, in maniera ineccepibile  e con dedizione completa, per la riuscita di ogni evento in onore di Maria, a partire dal 4 marzo, giorno della funzione di nomina al 18 giugno, festa del Corpus Domini, quando l’immagine è tornata ad Orgia dopo una lunga peregrinatio mariana.

A presentare il Quaderno sono stati gli  stessi autori, coordinati da Carlo Rosa: la signora Cianferotti, il professor Rossi, il <ragazzo di 70 anni fa>, Gabricci, che hanno  parlato di fronte ad un pubblico attento e numeroso.

Dopo il saluto ed i ringraziamenti, soprattutto al Comitato dei festeggiamenti, da parte di Monsignor Giovanni Soldani, è stato Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani ad aprire la serata sottolineando il dovere che abbiamo di <conservare la memoria, il deposito di valori che hanno dato significato a chi ci ha preceduto>, valori umani e cristiani che si trasmettono di generazione in generazione; come ci sono state consegnate le bellezze artistiche da tramandare nei secoli, così <deve essere donato ai figli con la vita anche il senso profondo che essa contiene>.

E della traditio come atto di consegna di valori ha parlato anche il Sindaco Giuseppe Gugliotti, rallegrandosi per la grande partecipazione della comunità, sempre più coesa, ai festeggiamenti, ai preparativi, alle feste patronali, alla tradizione che tutti lega.

E’ seguito l’approfondito intervento della signora Cianferotti, un excursus storico ampiamente documentato sul Romitorio, al quale Maria Consolatrix Afflictorum deve il suo nome più noto al popolo, e del Gabricci con i suoi interessanti ricordi, con  aneddoti divertenti e memorie di tempi tristi e felici, di persone non ci sono più, di usanze e costumi per lo più scomparsi, ma che piace ascoltare quasi come una favola per tramandare a futura memoria.

Passo passo nella Montagnola, rinviato per maltempo

Mar, 12/09/2017 - 15:33

Ecco il comunicato del Presidente del CSI, Fabio Cerretani:

“Giunti alla fine della giornata, dopo aver dato uno sguardo sugli eventi atmosferici che hanno colpito la Toscana, ed alle loro tragiche conseguenze, una piccola riflessione sulla decisione di annullare (all’ultimo momento) passo passo nella Montagnola del 10 settembre: “come da tradizione, e quindi non impossibile come evento, dopo che il temporale iniziale che ci ha svegliato di buon ora è cessato ed il meteo è tornato su più miti fenomeni autunnali… forse avremmo potuto tentare … ma forse è stato meglio non rischiare, rimane però il dubbio che da 40 anni ci perseguita ogni volta che ci presentiamo a “Molli”, ma non sarà veramente che siamo colpiti da qualche atavica malia di sconosciuti abitatori dei boschi e delle grotte della Montagnola Senese?”

Ovviamente è solo fantasia non ci resta che pensare ad una data che ci consenta a breve di ripresentarci sui sentieri della Montagnola e soprattutto ringraziare chi fino in fondo ci ha creduto ed aiutato nella realizzazione del programma, in particolare gli amici del Gruppo di Molli, della Pro Loco di Sovicille, della Arciconfraternita della Misericordia di Siena, d Siena Soccorso, di Siena Baseball, di tutti gli operatori CSI a vario titolo coinvolti. Siamo disponibili per incontrarci e insieme organizzare di nuovo quello che la natura omano dell’uomo ci hanno impedito di portare a termine in questo giorno che purtroppo si è rivelato tragico per tante persone! Le nostre preghiere vanno a chi in questo momento non c’è più e a coloro che soffrono per i disagi subiti! Noi avremo altre opportunità e speriamo che gli spiritelli della Montagnola abbiano un occhio di riguardo!!! Nei prossimi giorni, fatte le opportune previsioni meteo comunicheremo la data nella quale organizzarel’evento.

Fabio Cerretani – Presidente”

Qui il comunicato ccompleto: Comunicato Stampa

Pellegrinaggio Diocesano a Fatima

Mar, 12/09/2017 - 15:27

Il pellegrinaggio  della nostra Diocesi a Fatima (30 agosto- 5 settembre) si è appena concluso.

Esperienza indimenticabile per tutti, anche per coloro che più volte si erano recati al Santuario in Portogallo, ma soprattutto  per i pellegrini che per la prima volta vedevano <quel mare di luce> della processione notturna, che udivano il celebre canto in più lingue a Maria, dopo la  recita del Santo Rosario da parte dei popoli giunti dai vari angoli della terra: un unico inno di lode alla Madonna, per testimoniare un’unica fede in Cristo, nostra Salvezza.

Benedetto XVI aveva ben spiegato ai fedeli il vero senso  delle tante luci che affascinano ed emozionano i pellegrini durante la fiaccolata che, ogni sera, ha luogo a Fatima : <Tutti voi insieme, con la candela accesa in mano, sembrate un mare di luce intorno a questa semplice cappella, eretta premurosamente in onore della Madre di Dio e Madre nostra…..Però sia Maria che noi non godiamo di luce propria: la riceviamo da Gesù. La presenza di Lui in noi rinnova il mistero e il richiamo del roveto ardente, quello che un tempo sul Monte Sinai ha attirato Mosè e non smette di affascinare quanti si rendono conto di una luce speciale in noi che arde senza consumarci….>

Ed il significato di quella Luce, dell’unica rivelazione  di Dio nella storia  compiuta con l’incarnazione, la vita, la morte, la resurrezione in Cristo, suo  Figlio, è stata rilevato anche dal nostro Arcivescovo che ha presieduto il pellegrinaggio diocesano, richiamandoci all’essenza della nostra religione, ma, sottolineando, tuttavia, che anche l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli, definita dalla Chiesa una <rivelazione privata>, può essere un aiuto alla nostra fede.  Da tale rivelazione possiamo,infatti, cogliere più messaggi : la predilezione per le anime semplici (i bambini di Fatima: Francesco, Giacinta e Lucia), la necessità della preghiera, l’urgenza della conversione- contestualizzata soprattutto nel momento storico della prima guerra mondiale e dell’ateismo della Russia-, ma necessaria in ogni tempo ed in ogni cuore umano.

Il messaggio di conversione, di penitenza e di preghiera è, infatti, universalmente valido:  lo stesso pellegrinaggio deve essere uno stimolo per un itinerario di  cambiamento verso il bene, verso l’amore a Dio ed  ai fratelli-  ha detto Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani.

Il nostro pellegrinaggio diocesano, al quale hanno preso parte molti fedeli accompagnati oltre che dall’Arcivescovo, dal Vicario Monsignor Giovanni Soldani, da Monsignor Roberto Pialli e da Don Antonio Leopardi,  ci ha visti uniti nella preghiera, in particolare per la nostra Chiesa di Siena, per i nostri sacerdoti, per le nostre famiglie, per i nostri defunti; questo è avvenuto soprattutto durante la quotidiana celebrazione eucaristica nelle varie chiese e cattedrali del Portogallo ed a Fatima, il primo giorno nella chiesa delle apparizioni, il secondo in una cappella della Basilica.

La Via Crucis nei luoghi dove l’Angelo della Pace apparve ai pastorelli nel 1916 per domandare la conversione dei peccatori è stato un altro intenso appuntamento per un raccoglimento spirituale; alla Via Crucis è seguita la visita alle modeste abitazioni dei giovanetti e l’incontro con la nipote vivente di suor Lucia.

Ai momenti di preghiera sono seguiti momenti  di ammirazione dell’arte, di visita alle chiese dove gli stili architettonici si mescolano e si intersecano, dal manuelino, al barocco, al rinascimento, dove si ricostruisce la storia e la civiltà di un popolo legato all’Oriente ed ai Paesi europei, venuto a contatto con culture diverse, soggetto a vari domini e resosi indipendente.

Città e paesi caratterizzati da una lussureggiante bellezza naturale, da piante esotiche imponenti, da un clima dolce, da una luminosità straordinaria, come Sintra, Cascais, Estoril, prime mete del nostro viaggio, hanno suscitato particolare ammirazione.

Ha colpito tutti i viaggiatori Lisbona, città natale di S. Antonio, dove, nella chiesa a lui dedicata, è stata celebrata la Messa; Lisbona,  con i suoi tipici quartieri, le piccole <ruas> con case ricoperte di maioliche (azulejos) e piccolissime terrazze in  ferro battuto, così come ha suscitato interesse il Monastero dos Jeronimos e l’elegante torre di Belém, fortezza costruita sul fiume Tago nel XV secolo.

Altre tappe del viaggio Obidos, caratteristico per la sua fortezza e le tipiche stradine, Nazaré, dove si gode di uno splendido panorama sull’Oceano Atlantico, Alcobaca con il Monastero cistercense, Bathala con un Monastero del 1388, edificio già proteso verso il gotico, con altissime ed imponenti colonne.

Ha destato stupore anche Coimbra, celebre città universitaria, dove abbiamo ammirato l’Università, ex palazzo reale, la grande biblioteca, la cappella, che custodisce un singolare organo barocco e Braga, nei cui pressi si trova il santuario del Bom Jesus in luogo isolato ed ameno, tra alberi e curati giardini, dove piccole cappelle esterne conservano statue  lignee rappresentanti, in una teatralità     eccezionale, scene della Crocefissione.

E’ piaciuta anche la cittadina di Guimaraes, culla del Portogallo, città natale di Alfonso Enrico, primo sovrano della Lusitania; pareri contrastanti su Porto, seconda città del Portogallo, che presenta edifici ed abitazioni più degradati ma anche un bel centro storico ed un quartiere caratteristico nella zona del porto, la <Ribeira> con case multicolori addossate alle rocce ed ha un suo particolare fascino.

La giornata a Porto si è conclusa con una piacevole escursione in battello sul fiume Douro, un fuori programma gentilmente offerto dalla nostra Agenzia di Viaggi, Pellegrinaggi Senesi, (in realtà ad equo indennizzo di un pranzo non molto soddisfacente … come a dire non tutte le ciambelle vengono col buco!…), Agenzia che ha  sempre programmato e realizzato in maniera ineccepibile i pellegrinaggi diocesani.

Non sono mancati così, accanto a momenti di più intensa spiritualità, momenti di piacevole  relax come la visita alle cantine dove viene prodotto il famoso vino <Porto>, gli acquisti di souvenirs nelle tante bancarelle e botteghe artigianali, soprattutto maioliche ed oggetti in sughero ed attimi di sgradita sorpresa quando abbiamo constatato che il passante occasionale cortesemente incaricato di farci la foto di gruppo…non ci aveva immortalato, tanto che abbiamo dovuto ricorrere a Roberta Caldesi che, purtroppo, non appare con noi….

Insieme per pregare, per condividere svago e contemplazione di bellezze artistiche e naturali è stata una vera gioia  ed è già di per sé una grazia, della quale dobbiamo essere veramente grati al Signore.

 

L’Ufficio Famiglia diocesano festeggia i 25 anni di incontri a S. Antonio al Bosco

Mar, 12/09/2017 - 15:22

Anche quest’anno siamo qui a raccontare della Settimana per Famiglie che si è appena conclusa.

Questa, però, è stata una settimana particolare; si è trattato, infatti, della 25^ settimana. Appuntamenti così importanti spesso portano con sé valutazioni e bilanci, e così è stato per noi.

È già da qualche tempo infatti che l’Ufficio Famiglia con tutti coloro che si occupano dell’Associazione “Insieme, tra famiglie” stanno riflettendo sulle ‘radici’ della Settimana, intendendo per radici, lo spirito, le motivazioni, insomma il sogno che accompagnava la Casa di S. Antonio dalle sue origini e sulle ‘ali’, cioè sulle prospettive future. Ed è questo che stiamo facendo, proponendo una riflessione su questi temi a tutti i soci e amici. Ma nel frattempo, la Casa, come tutti gli anni, si è aperta per parlare di “Famiglia…Amore…Carità” e per accogliere tutti quelli che desiderano trascorrere momenti di condivisione, scambio, divertimento, insomma… di comunità.

Domenica 3 è stata contraddistinta da tre momenti forti: la S. Messa, la relazione di Gianni e Cecilia Scopelliti e la visione del DVD sui 25 anni di S. Antonio al Bosco. Impossibile riassumere la ricchezza dell’omelia di Mons. Ferdinando Neri; eccone quindi solo una perla: “la famiglia rimane nei disegni di Dio il traguardo di tutta l’umanità”. A seguire Gianni e Cecilia con l’introduzione sul tema che a tanti è arrivata come una poesia sull’amore coniugale e familiare. Infine il DVD che ha voluto ripercorrere la storia di questi 25 anni, attraverso interviste ai suoi protagonisti e anche a chi si è accostato a questa esperienza trovandola significativa per la propria vita (per chi lo desidera, è possibile avere una copia del DVD contattando l’Ufficio Famiglia o i responsabili dell’ass. ‘Insieme tra Famiglie’).

Il secondo giorno l’ormai consueto appuntamento con pizza e cinema (il nostro PIZZAFORUM), preceduto nel pomeriggio dalla preghiera itinerante in occasione della Giornata del Creato, preparato dal Gruppo Francescano OFS e guidata dal diacono Renato Rossi. Mentre martedì 5 abbiamo proseguito con gli incontri a carattere ‘interreligioso’ conoscendo Freedman e Fransisca, sposi ma nel contempo pastore e pastora della Parrocchia Luterana di Firenze, che invece di intrattenerci con la classica relazione, ci hanno fatto conoscere la figura di Martin Lutero in dimensione familiare, attraverso un simpatico schetch che ci ha aperto una finestra sulla  vita familiare di lui e della moglie Caterina: un altro piccolo passo verso l’incontro e la conoscenza reciproca.

Mercoledì 6 padre Simone Desideri, della Parrocchia di Uopini, ci ha guidato sul tema “Sposarsi per amore: gioia e bellezza”. Insieme a Loredana e Alfonso Caputo, ci hanno permesso di toccare alcuni aspetti dell’A.L. sottolineando che il sacramento del matrimonio porta a compimento ciò che umanamente c’è; da questo l’importanza di una costruzione continua della coppia che, a partire dalla verità di ognuno, diventa gioia piena perché si innesta su un amore che già esiste.

Giovedì 7, durante la mattina, il Vescovo si è incontrato con i sacerdoti e le famiglie affrontando il tema “Famiglia e giovani” in vista del prossimo Sinodo dei Giovani che il Papa ha indetto. A seguire un bel pranzo tutti insieme e poi, nonostante l’arrivo del maltempo, un bel numero di persone si è raccolto intorno all’eucarestia celebrata da don Enrico Grassini. Nel dopocena un bellissimo intervento a due voci sull’amore proposto dalla prof. Adriana Romaldo e dal prof. Alessandro Fo.

Venerdì oltre alla tradizionale Via Lucis preparata in collaborazione dai gruppi famiglia di Monteroni eMarciano, abbiamo ricordato con una Eucarestia i 10 anni della morte di Fabio Cioncolini, che insieme alla moglie Laura ha dato il via proprio 25 anni fa al sogno su questa Casa e alla bella esperienza della Settimana. Ed infine, nella giornata conclusiva di sabato, dopo la celebrazione della S.Messa presieduta da don Giuseppe Acampa, lo spettacolo “Exodus- la cultura dell’incontro” proposto dal gruppo ‘I Distratti’. Ecco le parole con cui loro stessi lo hanno presentato:

“Lo spettacolo ha preso corpo sia riflettendo sul XXV Rapporto Immigrazione Caritas Migrante che dalla voglia di riscoprire e risuonare le nostre vecchie canzoni….. Il parallelismo tra la vicenda migranti ed il cammino di Israele che viene liberato dalla schiavitù in Egitto ci ha subito affascinato ed abbiamo provato a dare un senso organico allo spettacolo prendendo brani della Scrittura…..” E’ stata veramente una bellissima serata.

Una settimana, quindi, all’insegna della memoria, del ringraziamento e della lode a Dio per quello che ci ha fatto vivere in questi anni con uno sguardo al futuro, attenti ai segni dei tempi e a ciò che il Signore saprà indicarci.

Vi salutiamo con le parole di don Ferdinando Neri, che concludono il DVD:

“spesso noi siamo chiamati a cominciare opere che Lui sa come far sviluppare molto oltre l’obiettivo di partenza…..”

Pellegrinaggio Diocesano a Montenero

Lun, 04/09/2017 - 11:05

Domenica 8 ottobre la nostra Diocesi sarà in pellegrinaggio presso il santuario della Madonna di Montenero a Livorno in occasione del settantesimo anniversario della proclamazione di questa Madonna a Patrona della Toscana. Era il 15 maggio 1947, giorno della Pentecoste, quando papa Pio XII proclamava la Madonna di Montenero “Mater Etruriae”. Da allora ogni anno a turno, ciascuna Diocesi della Toscana offre l’olio votivo. La Madonna di Montenero è famosa in tutta la nostra regione e non solo, perché a Lei sono state attribuite tante grazie ed è un’immagine che ha una forte tradizione devozionale. La storia racconta che nel 1345 un pastore claudicante, ritrovò un dipinto raffigurante la Madonna alle pendici del Monte Nero e lì ebbe una visione che lo incitava a trasportare questa immagine fino in cima al colle di Monte Nero, cosa per lui difficoltosa data la sua zoppia, ma la storia narra che quando arrivò in cima era guarito dalla zoppia che lo aveva afflitto fino a quel momento.  La fama fu tanta che fu costruito un oratorio che dal XV al XVII secolo fu tenuto dai Gesuati e poi fino al XVIII secolo dai teatini, che iniziarono i lavori di ampliamento della chiesa. Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento fu aggiunto un atrio di forma ovale riccamente decorato, mentre nel 1721, su disegno di Giovanni del Fantasia fu inserito un corpo cruciforme destinato ad ospitare l’immagine della Madonna. Con la soppressione degli ordini religiosi, voluta da Pietro Leopoldo, la chiesa cadde in rovina, ma nel 1792, il granduca Ferdinando III, affidò la custodia ai monaci vallombrosani. Con gli imponenti bombardamenti che Livorno subì, durante la seconda guerra mondiale, la chiesa della Madonna di Montenero rimase danneggiata in modo irreparabile e nel 1957 fu praticamente ricostruita. Un altro importante ampliamento si registra tra gli anni sessanta e settanta del Novecento, ad opera dell’architetto Giovanni Salghetti Drioli, si ha così il completamento del cortile di levante e la realizzazione del chiostro dei Vallombrosani, nel 1988 venne completata anche la cappella dei ceri votivi. Il 27 gennaio 2015 la chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata ufficialmente elevata a santuario. Il prossimo 8 ottobre, i partecipanti al pellegrinaggio diocesano si ritroveranno alle ore 10,30 nel piazzale Giovanni XXIII a Livorno sul colle di Montenero, dove ci sarà il raduno e la processione; alle ore 11,00 ingresso e sistemazione nel Santuario; alle ore 11,30 solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal nostro arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani. Per le comunità che decidono di pranzare in loco sarà possibile pranzare al sacco o nei ristoranti del posto nella misura della loro capacità recettiva. Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi ai propri parroci.

Centocinquanta bambini nell’estate dei campi scuola ACR.

Lun, 04/09/2017 - 10:28

Rappresentano da anni un appuntamento fisso dell’estate diocesana. Quando la bella stagione arriva, è proprio il caso di dirlo, i Campi dell’Azione Cattolica Ragazzi non vanno in vacanza. Anche in questo 2017 non sono mancate le proposte da segnare in agenda: centocinquanta bambini circa hanno partecipato ai cinque grest, distribuiti durante i mesi più caldi. Nella prima settimana di giugno è stata la volta dei ragazzi dalla prima alla terza elementare; undicenni e dodicenni hanno partecipato al Campo di luglio; mentre ad Agosto sono state programmate le settimane dedicate ai quattordicenni e ai bambini di quarta e quinta elementare.

I campi estivi giungono alla chiusura delle attività parrocchiali, per spingere bambini e ragazzi a costruire relazioni all’interno della dimensione diocesana. L’estate non è solo un periodo di riposo, ma anche un momento prezioso che l’Azione Cattolica ha da sempre valorizzato. Educatori e giovani hanno rimesso la propria fede in gioco, accompagnati questa volta dalla figura di San Francesco d’Assisi. A partire, infatti, dall’enciclica «Laudato sì» del pontefice, i ragazzi quest’estate hanno riflettuto e sperimentato la cura della “casa comune” oltreché il significato dell’essere custodi del creato, del prossimo e della fede.

Una vita comunitaria contornata da momenti di preghiera, ma anche di gioco e di servizio: da sempre una ricetta vincente che vede crescere nel tempo le adesioni, anche nel momento in cui l’Azione Cattolica si prepara a festeggiare i cinquant’anni di campi scuola.

Si chiama “OpenVivo” ed è l’iniziativa con cui l’Associazione Diocesana di Siena dell’AC, ha deciso di commemorare il primo campo scuola svoltosi nella tradizionale Colonia del CIF al Vivo d’Orcia. Era il 1968 e da allora tantissimi giovani, adulti e sacerdoti hanno trascorso momenti di grazia in quella struttura e nelle case di Pernina, Gerfalco, Castel del Piano e Cortona. Il prossimo 17 settembre l’Azione Cattolica organizzerà dunque una giornata di condivisione, ricordi, foto e molto altro ancora.

«Ripartiamo dalle nostre radici, dalla nostra storia, dai volti e le mani degli amici con cui abbiamo trascorso giorni di Bellezza indimenticabile e indimenticata – così il Presidente Alessandro Pagliantini sul sito ufficiale dell’AC diocesana -. Per tutto il prossimo anno associativo – l’anno del custodire – continueremo a riflettere, a coinvolgere, accogliere. Sarà un cantiere aperto di riscoperta della nostra vocazione di laici di Azione Cattolica, rivolto ad un futuro radicato nei nostri cuori anche grazie alle centinaia di campiscuola del Vivo, di Pernina, Gerfalco…di Gello (l’ultimo arrivato). Non mancate, sarà una giornata speciale!».

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